lunedì 24 giugno 2019

BRICIOLE di PAROLA
...nell'omelia


Corpus Domini – 23/06/2019

Gen 14,18-20 - 1 Cor 11,23-26   -  Luca 9,11-17

Oggi è la festa del Corpus Domini, il Corpo e il Sangue di Gesù che viene offerto nell’Eucarestia che celebriamo, cibo e bevanda di cui ci nutriamo, e che poi viviamo fuori di qui. Dalla Parola della liturgia colgo tre pensieri che mi aiutano ad accostarmi a questo “prodigio” o dono d’amore.

1°) L’Eucarestia è l’offerta che Gesù – anticipato dalla figura del sacerdote Melchisedek e dal suo offrire pane e vino alla divinità – è l’offerta che Gesù fa di sé al Padre, la sua comunione profonda con il Padre, il suo sentire e amare con il Padre. Questo dono è per ringraziare e benedire Dio per tutti i suoi benefici, per tutto l’amore che egli è e nutre per noi.
Quando veniamo  alla Messa noi ci uniamo all’offerta, al gesto di Gesù obbediente e concorde con l’amore del Padre sino al sacrificio di sé; noi veniamo a ringraziare, a riconoscere, a sottoscrivere l’amore di Dio. Gesù, come Melchisedek con Abramo, ci partecipa pure della benedizione di Dio, cioè riversa su di noi l’amore del Padre.

2°) L’Eucarestia è pure l’offerta che Gesù – come narra Paolo che riprende la catechesi dei primi cristiani nella seconda lettura – fa di sé a noi dandoci nel pane e nel vino di quell’ultima sua cena il Suo Corpo e il Suo Sangue. Questo dono è per unirci a sé, per una comunione sua con noi e nostra con Lui, di modo che noi continuiamo ad annunciare la sua morte, il suo amore ben vivo sino alla sua manifestazione finale, come diciamo nell’acclamazione che nella Messa segue alla consacrazione.
Questa comunione ci dà salvezza, cioè ora ci aiuta a vivere, a indirizzare il nostro cammino per la via giusta, a comportarci fuori di qui come Lui è vissuto, a fare della nostra vita Eucaristia,  a dare tutto di noi.

3°) E questo è il terzo pensiero. Facciamo Eucaristia davvero non solo andando a Messa ma rispondendo a quella fame di amore, di vita, di sostegno che ci sono nel nostro cammino. Dal vangelo sappiamo che Gesù non solo parla e guarisce, ma sazia, e chiama i suoi a farlo da sé, l’umanità che egli incontra. Il miracolo della moltiplicazione dei pani, poi,  annuncia e prepara, anche nei particolare che lo descrivono, il dono dell’Eucarestia. Questo prodigio di Gesù non teme la nostra precarietà e povertà, pochi pane  e pochi pesci, ma valorizza quello che abbiamo in cuore, moltiplicandolo. Dal nostro poco può venire nelle mani di Gesù il molto di cui l’umanità ha bisogno.

Accostarci e nutrirci di Gesù ci impegna a mettere in pratica ogni sua Parola che chiama a benedire Dio e a bene dare ai nostri fratelli. Quando alla domenica siamo stati a Messa, non diciamo: “beh, fatta anche questa; adesso sono a posto. Il Signore non avanza più niente da me”. No, è il contrario! Siamo stati a Messa, abbiamo partecipato al dono di Gesù. E avanziamo amore  da dare agli altri. E in abbondanza.

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