BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia
17° Domenica A – 26.07.2026
Matteo 13,44-52
Ancora parabole e parole che ci dicono qualcosa Regno di Dio, questa novità che il Vangelo è venuto a portare. Operatore principale di questa novità è il seminatore, generoso tanto da apparire sprovveduto e sprecone nel gettare il buon seme su ogni terreno, quanto paziente e fiducioso nell’attendere che cresca anche se contrastato dalla zizzania. Tutto agire di Dio.
Ma in questa novità entra in scena anche l’uomo dal cuore inquieto, potremmo dire ricordando le parole di Sant’Agostino, che, mai sazio, va in cerca di un bene sempre più prezioso, una perla di grande valore, per la quale vale la pena non fermarsi mai, non accontentarsi mai di quello che si ha. Oppure l’uomo che fatica umilmente nel campo, che pure non è suo, e incappa in un tesoro nascosto.
Qual è il nostro compito, la nostra responsabilità in questa collaborazione al progetto di Dio?
Innanzitutto, per alcuni, è cercare, rispondere ad una chiamata del cuore. Cercare è faticoso, domanda tempo, saggezza, un cammino, discernimento, a volte una guida, un aiuto per non cadere in inganni. Cercare per incontrare il Signore, la perla preziosa. Con umiltà instancabile!
Poi, Vendere! Rinunciare a ciò che si possiede per comprare qualcosa che è vantaggioso e grande. Vendere e comprare: due operazioni che conosciamo molto bene nel nostro quotidiano vivere, ma che non sempre ci riescono indovinate. Non mancano, imbrogli, trovarci con delle patacche invece che con veri tesori, con qualcosa che per quanto bello, si svaluta in poco tempo. Rinunciare a ciò che il mondo spaccia per preziosi, a ciò che ci affascina, ma dura poco, e scegliere il Vangelo.
Con sapienza intelligente!
Vendere per comprare non riguarda solo chi cerca, ma anche chi il tesoro se lo ritrova nella fatica della vita quotidiana, nella realtà, nei luoghi di tutti i giorni. Esso è nascosto perché è dono. Il contadino non lo cerca: ci inciampa, e questo significa che il Regno, questa novità che può cambiare l’esistenza, precede l’uomo; la sua scoperta è grazia, non merito. L’uomo lo nasconde di nuovo, lo difende. Ecco l’operazione del contadino. Noi dobbiamo difendere, di questi tempi, il nostro tesoro, il Vangelo!
Con Coraggio senza resa.
In un clima particolare che, sì, dice che abbiamo trovato davvero la perla o il tesoro, Cristo Signore; una ricchezza, un autentico investimento, ed è la gioia, più grande di ogni timore che il rischio comporta. Sorpresi dalla gioia che niente e nessun rovescio può toglierci.
Custodire la gioia è il nostro compito, perché abbiamo fatto l’affare della nostra vita!
Cercatori di perle preziose o fortunati scopritori di tesori, il Vangelo, Cristo Gesù, il Regno, qual si voglia dire, questo tempo della ricerca o il momento del ritrovamento diventa il tempo della decisione. Ed è forse la fatica maggiore: “Noi che ti abbiamo seguito che cosa otterremo in cambio?” è stata domanda degli apostoli che voglio conferma al Maestro. Risposta di Gesù: “avrete cento volte tanto e la vita in pienezza”.
Fiducia illimitata. Così il Regno viene.