lunedì 9 marzo 2026

 BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia

 3° Quaresima A – 08.03.2026

Giovanni 4,5-42


L’incontro assai noto di Gesù con la donna di Samaria, ricco di particolari sentimenti e illuminazioni, incrocia il nostro cammino quaresimale, cammino di conversione. Ogni battuta, ogni silenzio, ogni sguardo, ogni respiro che caratterizzano questo incontro ci sono dati perché anche noi, come è avvenuto per la donna alla fine, possiamo riprendere, anzi correre, per dire la novità che, accolta può cambiare, rinnovare la nostra la nostra vita. 

Gesù, prova la stanchezza del cammino, soffre anch’egli caldo del giorno. E il fermarsi al pozzo non è una scusa per accedere a questo incontro con un’altra assetata. Due assetati di amore; due che hanno bisogno di dissetarsi, al di là di un ristoro fisico, sì, cercano amore. Sì, anche Gesù cerca amore, attenzione, accoglienza, per poter offrire il Suo amore, la sua acqua che disseta il cuore mai sazio e che si aggrappa e attinge a tante esperienze per calmare la sete, colmarlo di felicità che subito evapora.  Quindi, primo aiuto, non fuggiamo l’incontro con Gesù che non disdegna di attenderci e incontrarci là dove noi pensiamo di risolvere la nostra sete, le cose di questo mondo, o le scelte che non seguono i suoi insegnamenti.

È un incontro che deve svolgersi nella più grande sincerità, senza nulla nascondere a chi conosce il nostro cuore, e ci aiuta a prendere atto dei nostri tentativi di calmarlo, non riuscendoci noi. Egli accetta pure che tentiamo di distrarlo con argomentazioni che vorrebbero impiantare discussioni pur di non assumerci le nostre responsabilità o una ricerca sincera, come fa la donna quando viene scoperta nella sua condizione. Pone una questione, diremmo, teologica: dove dobbiamo adorare Dio? Qui o a Gerusalemme?”. Risposta: Non dobbiamo preoccuparci “dove” incontrare Dio, ma “come”!

Infatti, ecco la risposta di Gesù, “adorerete Dio in Spirito e verità”, richiama a quell’acqua viva che egli dà a coloro che lo accolgono, e che poi diventa pure fonte anche per altri. Questo può già avvenire risvegliando il dono che è in noi con il Battesimo. Il primo passo di conversione è riappropriarci di esso, e quindi il recupero di un vero rapporto intimo con Dio che ha sete di noi; un rapporto personale d’amore non basato su pratiche religiose, vuote ritualità, finte devozioni.  In questo rapporto sta a cuore al Signore che noi troviamo di che saziare la nostra sete, e far sì che avvenga quello che è accaduto alla donna che dopo cinque mariti, ha trovato finalmente lo Sposo! Non è necessario che facciamo la stessa trafila.  Basta che ci lasciamo sorprendere da Lui, dalla Sua vicinanza, dalla sua comprensione, dalla sua offerta di acqua viva, lo Spirito, e allora, lasciata l’anfora con cui ci sforziamo di attingere, diverremo anche fonte della stessa acqua, dello stesso Spirito, dello stesso amore, per tutti quelli che andiamo ad incontrare ogni giorno.


lunedì 2 marzo 2026

 BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia

 2° Quaresima A – 01.03.2026

Genesi 12,1-4 - 2Timoteo 1,8-10 - Matteo 17,1-9

 

Anche la Quaresima più difficile ha i suoi momenti luminosi, anche il percorso più impegnativo trova motivi per sperare. E così dopo le tentazioni e le prove che pure appartengono anche a noi, in questo deserto della vita dove Gesù ci insegna a rispondervi con la Parola di Dio rettamente accolta; dopo un’esperienza di morte che tante volte ci capita di fare nelle nostre condizioni, ecco un assaggio di Risurrezione, della gloria che attende Gesù, innanzitutto, e che non ci mancherà se gli saremo fedeli, gli daremo ascolto, lo seguiremo. Quello che i tre discepoli vivono sul monte è un anticipo di eternità, tanto che desiderano che non finisca mai. Lì, cielo e terra si toccano, tanto che appaiono Mosè ed Elia che già si trovano nella dimensione ultraterrena.

Di questa esperienza avevano bisogno i discepoli, di momenti simili abbiamo pure bisogno noi. Pietro era appena caduto dalle stelle alle stalle, avendo proclamato la sua fede nel Cristo e poi era intervenuto per impedire che si compisse il progetto del Padre, per insegnare a Gesù, e i Dodici invitati a seguire il Maestro sulla croce.

Noi non siamo così diversi. Pronti a dire che crediamo in Gesù, ma perplessi rifuggiamo dal seguirlo sui suoi passi per noi incomprensibili e temuti. Anche noi abbiamo bisogno che il cuore nostro sia sollevato, abbiamo bisogno di luce, e il Signore lo sa. Perciò nel cammino quaresimale facciamo attenzione a momenti luminosi e di incoraggiamento, avvenimenti, incontri che ci fanno sentire bene; non sono solo bastonate e prove nella vita, ma anche spiragli, almeno, di luce, conforto di una presenza che ci lascia soli a lottare. Sì, condotti dallo Spirito nel deserto, nella prova, lasciamoci condurre da Gesù, che di questo Spirito era pieno, per avere la grazia necessaria per andare avanti. Lasciamoci condurre da Gesù! Egli lo desidera!

Certo non ci abbandonano le tentazioni. E qui i discepoli che provano una in particolare: non scendere più dal monte, volere sempre avere quell’intensità di emozione che cerchiamo nella preghiera, nel ricevere o nel fare del bene. Cerchiamo posti ed esperienze che ci tengano sempre accesi, e dimentichiamo che Gesù, una volta che ha mostrato il suo volto di luce, che sarà un giorno nostro, ci conduce subito a scendere nella quotidianità fatta di monotonia, di grigiore, anche di timori, e sempre nuove prove

C’è il pellegrinaggio della vita da fare come quello che Dio ordina ad Abramo con richieste incomprensibili, assurde, rischiose, così ci appaiono, narra la prima lettura; e la seconda ci ricorda che dobbiamo soffrire per il Vangelo. Ma non spaventiamoci! Se abbiamo gli occhi pieni di luce per aver visto Gesù rivelarsi e donarsi a noi, qui, nella preghiera, avremo il cuore pieno di fuoco per continuare a stargli accanto, per seguirlo sulla sua vita, la vita della vita, anche sui passi più difficili.

E quando, proprio, la luce scompare, per le difficoltà che la sovrasta, rimane sempre quella voce che nulla e nessuno può mettere a tacere e risuona nel cuore, nei piccoli segni che la luce ha lasciato: “Alzatevi, non temete!”. È Gesù, Parola del Padre, che con noi riprende il suo cammino. Ascoltiamolo!