Esaltazione Santa Croce –
14.09.2014
In questa liturgia indicata con un linguaggio un po’
complesso –“esaltazione della santa croce” – in realtà è il mistero di Gesù che
ci viene offerto di “guardare” ( per usare un verbo che è centrale nel
messaggio, nella “bella notizia” che ci è data), mistero di Gesù, rivelazione
di Dio.
Tre parole per questo “sguardo”.
La 1° è l’accostamento tra il serpente che Mosè
innalzò nel deserto su di un palo (ne parla la prima lettura e lo ricorda anche
Gesù nel dialogo con Nicodemo)e lo stesso Gesù, il Figlio dell’uomo com’egli
era solito riferirsi alla sua persona, innalzato sulla croce, ci sorprende non
poco.
Nel Figlio suo Dio si è abbassato, umiliato, ha
assunto la condizione umana, fino ad identificarsi con la miseria più grande,
il male estremo, la morte, il peccato, quella maledizione velenosa che,
nell’episodio narrato nella prima lettura, i “serpenti brucianti”
simboleggiavano. In quello strano episodio il “serpente di bronzo posto su di
un’asta, preannunciava Gesù in croce. E lo sguardo che conservava la vita, è
quel credere che dà salvezza.
Può farci problema questo accostamento, ma ecco la
2° parola che attiva il nostro sguardo, non più scandalizzato ma ammirato: Dio
ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito perché chi crede in
lui, chi lo guarda, non vada perduto.
Questo avverbio, “tanto”, ci scuote. E’ un avverbio
che conosciamo bene nella nostra esistenza fatta di tanta fatica, tanti
pensieri, tante preoccupazioni, tanto dolore, tanto sudore, tanto impegno… e
così via. Lo mettiamo dappertutto. Dio lo mette nell’amore, nell’amarci,
nell’amare il mondo. “Dio ha tanto amato il mondo”. E’ il cuore del
cristianesimo. Paolo dirà che Dio ha svuotato se stesso a motivo di questa
dismisura d’amore. Non può essre che cosi perché “è un privilegio divino essere
non tanto l’amato quanto l’amante” (C.S.Lewis)
Sì Dio ci ama tanto, tanto, tanto! Parole da
ripetere all’infinito. E vorremmo uscire dalla chiesa anche solo con questo
ritornello nel cuore. E’ come il respiro che ci tiene in vita. Dio mi ama
tanto!
La 3° parola
fa il nostro sguardo grato e fiducioso: Dio non ha mandato il Figlio per condannare il mondo, ma perché il mondo
sia salvato per mezzo di lui.
La salvezza è Lui che mi ama, che ci ama, E’ avere un amore che libera dal non
senso, dal vuoto, dal male, dalla morte. Non temiamo di pregare: “Ti adoriamo,
o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo”,
cioè hai liberato, hai fatto fiorire la vita, le hai dato bellezza e pienezza.
Credere in Lui è non
andare perduti, è avere questa vita eterna. Dal “tanto” amore di cui godiamo
venga un pizzico di divinità che fa crescere la nostra umanità
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