(…dopo giorni “infernali”)
Strusciano le foglie
sull’uscio della preghiera,
gratitudine cantano
fresca e sincera.
Giorni d’afa,
clima di clausura,
respirar sollievo
s’era fatta dura.
“Riposatevi un po’”,
l’aveva detto il Signore,
l’amico, il maestro,
a cui stiamo a cuore.
Così serrato in casa,
pregare, scrivere, leggere,
qui sosta al ministero
e alla calura reggere.
Ma il cuore vicino
a chi pena e soffre,
ogni debolezza e ferita
di misericordia copre.
Una boccata d’aria,
brezza propizia
il torrido placa,
dà sorriso e letizia.
Giorni verranno
di cielo più mite,
della terra le speranze
saranno forti e unite.
Estate è “Assunta”,
prossima festività,
Maria custode
materna
di nostra comunità.
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