sabato 16 aprile 2016

OMELIA

3° di Pasqua – 10.04.2016

Gv. 21,1-19

Gesù, il Risorto, il Vivente, è qui! Questa la nostra certezza, il cuore, il punto forza della nostra fede cristiana, Per essere confermati in essa si ripete per noi l’incontro con lui di cui ci narra oggi il vangelo. Lo ripercorriamo.

Anche noi, dopo i tempi dei sogni, progetti, attese, con momenti di smarrimento e disillusione – come è stato per discepoli di Gesù che lo avevano seguito fino alla tragica conclusione del Calvario; dopo i momenti tra emozione, paura, immensa gioia ed entusiasmo – quando se lo sono visto davanti Vivente - , anche noi ce ne torniamo alla vita di sempre, alla fatica quotidiana, se vogliamo vivere… Non lo vediamo più e bisogna andare avanti. Coltiviamo ricordi, com’è stato bello, bella Pasqua, bel Natale, belle feste, ma adesso: piedi per terra, rassegnati. Discepoli rassegnati. La nostra vita senza Gesù!… “quella notte non presero nulla”!

Ma ecco, “quando già era l’alba”, e fatica ne era stata fatta, “Gesù stette sulla riva”. Fa loro visita. Non è lontano, assente, non è andato via il Signore. Anche se non lo riconosciamo – “non  si erano accorti che era Gesù”, come succede a noi - Egli è lì. Benedice la nostra fatica. “Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete”. Noi non sappiamo, ma ci vengono date le indicazioni giuste perché il nostro impegno, il nostro ritornare a lavorare insieme, anche se non tutti, sia benedetto. Impariamo a fidarci, perché siamo discepoli visitati, non dimenticati o abbandonati. Egli è qui, sulla riva, sulla barca della nostra vita.Il bene è assicurato.

“Portate un po’ del pesce che avete preso or ora… Venite a mangiare”. Discepoli invitati, attesi e convocati attorno a Lui. Questi siamo e rimaniamo, come quella sera di intima amicizia al Cenacolo, anche se a noi capita di abbandonarlo, di fuggire, di nasconderci. Siamo discepoli chiamati alla comunione, alla familiarità e amicizia con Lui e tra di noi, dove ci nutre. Egli già prepara per noi “un fuoco di brace con del pesce sopra e del pane”, bellissima immagine delle premura con cui ci accoglie sulla riva calma e talvolta sugli scogli taglienti del nostro mare difficile, e li unisce a ciò che possiamo metterci noi, della nostra fatica, da lui benedetta. Amici convocati!

Rimane l’ultimo frammento di questo incontro. Ci parla di Pietro, ma può essere di ognuno di noi. Pietro l’aveva contestato, rinnegato,abbandonato. Gesù poteva avere ben motivo di rimproverarlo più di tutti. , ma,ecco, l’incontro si risolve in una “promozione”, in un nuovo incarico, in un credito grandissimo di fiducia. E Gesù s’accontenta che Pietro dichiari semplicemente di volergli bene – non di amarlo con tutto la propria vita, come quando aveva dettocce sarebbe stati disposto a morire per lui – Gesù s’accontenta , ora del minimo, poi questo crescerà, oh se crescerà! Discepoli promossi alla più grande fiducia, continuamente.

Ecco che cosa siamo, risorti con il Risorto: tentati a rassegnazione nella fatiche ordinarie per andare avanti, ma visitati dal Signore,  convocati e serviti dalla sua premura, promossi alla vita per fare il bene nostri fratelli e far conoscere l’amore di Dio. No, la Misericordia non ci abbandona, e sempre si manifesta nella nostra vita.








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