3° di Pasqua – 10.04.2016
Gv. 21,1-19
Gesù, il Risorto, il Vivente, è qui! Questa la
nostra certezza, il cuore, il punto forza della nostra fede cristiana, Per
essere confermati in essa si ripete per noi l’incontro con lui di cui ci narra
oggi il vangelo. Lo ripercorriamo.
Anche noi, dopo i tempi dei sogni, progetti, attese,
con momenti di smarrimento e disillusione – come è stato per discepoli di Gesù
che lo avevano seguito fino alla tragica conclusione del Calvario; dopo i
momenti tra emozione, paura, immensa gioia ed entusiasmo – quando se lo sono
visto davanti Vivente - , anche noi ce ne torniamo alla vita di sempre, alla
fatica quotidiana, se vogliamo vivere… Non lo vediamo più e bisogna andare
avanti. Coltiviamo ricordi, com’è stato bello, bella Pasqua, bel Natale, belle
feste, ma adesso: piedi per terra, rassegnati. Discepoli rassegnati. La nostra
vita senza Gesù!… “quella notte non presero nulla”!
Ma ecco, “quando già era l’alba”, e fatica ne
era stata fatta, “Gesù stette sulla riva”. Fa loro visita. Non è
lontano, assente, non è andato via il Signore. Anche se non lo riconosciamo – “non si erano accorti che era Gesù”, come
succede a noi - Egli è lì. Benedice la nostra fatica. “Gettate la rete dalla
parte destra della barca e troverete”. Noi non sappiamo, ma ci vengono date le
indicazioni giuste perché il nostro impegno, il nostro ritornare a lavorare
insieme, anche se non tutti, sia benedetto. Impariamo a fidarci, perché siamo
discepoli visitati, non dimenticati o abbandonati. Egli è qui, sulla riva,
sulla barca della nostra vita.Il bene è assicurato.
“Portate un po’ del pesce che avete preso or ora…
Venite a mangiare”. Discepoli invitati, attesi e convocati attorno a Lui. Questi siamo e
rimaniamo, come quella sera di intima amicizia al Cenacolo, anche se a noi
capita di abbandonarlo, di fuggire, di nasconderci. Siamo discepoli chiamati
alla comunione, alla familiarità e amicizia con Lui e tra di noi, dove ci
nutre. Egli già prepara per noi “un fuoco di brace con del pesce sopra e del
pane”, bellissima immagine delle premura con cui ci accoglie sulla riva
calma e talvolta sugli scogli taglienti del nostro mare difficile, e li unisce
a ciò che possiamo metterci noi, della nostra fatica, da lui benedetta. Amici
convocati!
Rimane l’ultimo frammento di questo incontro. Ci parla di
Pietro, ma può essere di ognuno di noi. Pietro l’aveva contestato,
rinnegato,abbandonato. Gesù poteva avere ben motivo di rimproverarlo più di
tutti. , ma,ecco, l’incontro si risolve in una “promozione”, in un nuovo
incarico, in un credito grandissimo di fiducia. E Gesù s’accontenta che Pietro
dichiari semplicemente di volergli bene – non di amarlo con tutto la propria
vita, come quando aveva dettocce sarebbe stati disposto a morire per lui – Gesù
s’accontenta , ora del minimo, poi questo crescerà, oh se crescerà! Discepoli
promossi alla più grande fiducia, continuamente.
Ecco che cosa siamo, risorti con il Risorto: tentati
a rassegnazione nella fatiche ordinarie per andare avanti, ma visitati dal
Signore, convocati e serviti dalla sua
premura, promossi alla vita per fare il bene nostri fratelli e far conoscere
l’amore di Dio. No, la Misericordia non ci abbandona, e sempre si manifesta
nella nostra vita.
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