1 Quaresima A – 05.03.2017
Entrati
da qualche giorno nel tempo nel tempo della Quaresima, ci lasciamo subito
guidare dalla Parola di Dio nel cammino di conversione e rinnovamento a cui
vuole condurci lo Spirito. Nel vangelo veniamo informati che lo Spirito ha
condotto Gesù nel deserto, prima di avviarsi per la missione che ha ricevuto
dal Padre. Il nostro deserto, primo, luogo di verifica e decisioni, è il cuore.
Lì entriamo e scopriamo la verità che ci appartiene e quella alla quale
apparteniamo.
Il
brano tratto dal libro della Genesi, prima lettura, non è un storiella
fantasiosa, e anche se il linguaggio è quello di un racconto mitico, ci parla
di una grande bella e penosa realtà. Parla di noi, noi siamo quell’uomo e
quella donna che godono di doni meravigliosi da parte di Dio, ogni sorta di
bene; nello stesso tempo quell’uomo e quella donna scelgono diversamente dal
suo comando, raccomandazione di chi ha a cuore la felicità di un altro.
Sottoposti
alla tentazione, che è dubitare di Dio e della sua volontà di averci felici,
alla seduzione che qualcos’altro ci appaia migliore, invece della vita - essere
come Dio – trovano, e troviamo, la morte, quella nudità che la anticipa.
Dicevo
è la nostra prima verità alla quale non sfuggiamo, la nostra condizione di
tentati e sedotti. Non abbiamo pace salvezza, non fidandoci di Dio, della sua
Parola, lasciandoci invece affascinare da ciò che inganna, inganna la nostra
ambizione. E’ una caduta rovinosa la nostra, come lo è stata, misteriosamente,
quella delle origini che ci ha messo in questa situazione poco felice.
Ma c’è
la verità alla quale apparteniamo, e non è di nostra fattura, come la prima.
Quella caduta che si perpetua ogni volta che noi ascoltiamo la voce di chi ci
allontana da Dio è stata di gran lunga superata, vinta, tolta di mezzo. “Il
dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di una solo tutti
morirono – tutti siamo senza speranza di vita e felicità -, molto di più
la grazia di Dio – il suo amore di pietà e misericordia – e il dono
concesso in grazia del solo uomo Gesù, si sono riversati in abbondanza su
tutti”…“Per l’opera giusta – l’obbedienza al progetto di Dio - di
uno solo si riversa su tutti gli uomini la vita”.
Quello
che l’uomo, che noi non siamo riusciti a fare, non vogliamo fare – fidarci
dell’amore di Dio e prestargli ascolto, obbedienza, condividere il suo progetto
di bene a nostro riguardo – l’ha fatto e lo fa per noi un altro. Questi è Gesù.
Cos’è la verità! Eccola qui: l’amore di Dio in Gesù ci ha ridato la vita,
addirittura la vita del prediletto suo Figlio. Se la prima verità di un essere
che si lascia sedurre, visto che la tentazione non la può evitare, mi è motivo
di vergogna e scoraggiamento, avendo sperimentato come è facile cadere
nell’inganno - quest’altra è motivo di commossa gratitudine e incoraggiamento.
Ed è
appunto con gratitudine e incoraggiamento che veniamo a sapere che anche Gesù,
venuto tra noi, conosce la tentazione ma non cede alla seduzione. Nell’episodio
narrato dal vangelo di oggi Gesù viene tentato dal diavolo. E qui non dobbiamo
mica tanto girarci attorno, per un piano e una agire misterioso di Dio, ma
questo essere spirituale e reale fa bene la sua parte che mira a portare su vie
diverse da di Dio. Il diavolo vuole la morte nostra e di tutte le cose più
belle che abbiamo, Dio vuole ridarci la vita. Per questo ha mandato Gesù, che
appunto il diavolo tenta disviare con proposte alternative e ingannatrici: “fai
pure il salvatore, ma fallo in questo modo”. Successo, potenza, dominio, tutte
cose che Gesù eviterà poiché l’amore non contempla questo stile. Là dove noi
continuiamo a cedere e cadere, Gesù, solidale con le nostre tentazioni, vince e
insegna la via per farlo. Nella sua missione darà segni di questa vittoria fino
alla risurrezione e traccerà, con la Sua Parola, le coordinate anche per il
nostro cammino.
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