lunedì 3 febbraio 2020

BRICIOLE di PAROLA
...nell'omelia

03.02.2020

2Sam 15,13-14.30; 16,5-13 e Marco 5,1-20

Il vecchio Simeone ieri, nella presentazione al tempio di Gesù, aveva salutato ne l Bambino la salvezza di Dio giunta finalmente. Sì, Gesù è la salvezza! Che significa, dove sta questa “salvezza”? Innanzitutto nella rivelazione del volto del Padre, buono e misericordioso; e poi nella liberazione dal male, dal peccato, dalla morte.
Alla luce della Parola di oggi, io colgo che la liberazione dal male si rende necessaria in tre particolari situazioni.


* C’è il male che ci aggredisce, inspiegabile, orchestrato dal maligno che ci vuole far prigionieri con tormenti, vessazioni, farci totalmente dipendenti dalla sua malvagità. Ecco il povero “uomo posseduto da uno spirito impuro”. Questi sfida Gesù, che interviene, ne prende le difese, cacciando quello spirito.

* C’è il male che ci procuriamo da noi stessi, il male che si ritorce con le sue tristi conseguenze su di noi, il male che ci fa pagare il fio del nostro cattivo comportamento. Ecco Davide che, visto quello che ha combinato, si attira la maledizione della sua gente. Solo il suo pentimento lo salva dalle conseguenze del suo agire. Dio lo perdona e lo sorregge.

* C’è il male che ci affascina e da cui ci lasciamo catturare, fino a lasciar perdere Gesù o a dirgli di andarsene. E’ l’avidità dei proprietari dei porci che rovinano e annegano nel mare in seguito al comando di Gesù in favore del povero uomo tormentato dallo spirito impuro. Questo è il male più grave perché impedisce a Gesù di completare la sua opera di salvezza, la liberazione dal nostro peccato.

Gesù ci difende dal maligno, ci sorregge quando ci pentiamo, ci libera, se lo accogliamo, dal nostro peccato.

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