BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia
15° Domenica B – 11/07/2021
Amos 7,12-15 - Ef 1,3-14 - Marco 6,7-13
Gesù, che, abbiamo saputo domenica, ha appena conosciuto il fallimento davanti all’incredulità dei suoi compaesani: “chi è costui? Chi crede di essere?”, non rinuncia alla sua missione, di cui è stato investito, come il profeta Amos, di cui parla la prima lettura. Non si tira indietro. Va con coraggio! E con coraggio coinvolge appunto gli amici e discepoli, inviandoli a loro volta! Ecco il vangelo di oggi. E’ una “buona notizia” essere assunti e mandati da Gesù con la sua fiducia e amicizia.
Gesù “prese mandarli a due a due”. Per rendere visibile il vangelo. Lo devono vedere il vangelo coloro che sono i destinatari e non solo udirlo! Rendere visibile la vita cristiana, cioè volersi bene, essere uno accanto all’altro come salvezza, come amore che fa vivere. Il vangelo prima di essere predicato, va praticato e mostrato! Due sposi, due genitori, due fratelli, due amici, che davvero si voglio bene, si aiutano, sono vangelo offerto ai loro cari, ai loro figli, al mondo. Sposi, genitori che si vogliono bene, che sono uniti, “a due a due”, insieme!
Quest’ unica e grande ricchezza rende comprensibile la sobrietà, la povertà che viene raccomandata. Non c’è bisogno di altro, “né pane, né sacca, né denaro nella cintura…”: eppure sono tutte cose necessarie! Possono, però, diventare il nostro dio, il nostro vangelo, la nostra sicurezza. Sono limite alla nostra libertà! Invece il nostro cuore è altrove, e il centro è Gesù.
Piuttosto, “un bastone…sandali…una veste…”. E’ l’abbigliamento pasquale! E’ l’abbigliamento della liberazione, della libertà, della vita nuova. La notte in cui Israele uscì dall’Egitto così era pronto.
Essere discepoli “pasquali” o cristiani indicati dal bastone, significa che il nostro unico appoggio e sicurezza è Dio. Come non ricordare il bastone di Mosè, o il salmo che dice “il Signore è il mio pastore, il suo bastone mi dà sicurezza”?
I sandali ci ricordano che la nostra strada è la strada di tutti gli uomini, con cui camminare, impolverati della stessa fatica, speranze, e miseria. Davanti a Dio ci si leva i sandali, ma con gli uomini si indossano.
La veste, la tunica, una sola, è l’umanità di cui siamo rivestiti, rivestita a sua volta da Cristo. di Cristo. Il figlio di Dio risorto veste umanità, la nostra. La riveste della sua luce, la trasfigura, non la rinnega.
L’abbigliamento pasquale, con cui andare ed essere presenti nel mondo, ci consente di contrastare e vincere il male, dà il coraggio di non turbarsi nelle difficoltà, la fedeltà al compito ricevuto, e, come appare in altre parti del vangelo, la pace e la letizia che vengono condivise e donate, anche nel rifiuto. Sono parte della benedizione, dell’amore di Dio che ci dà redenzione, conserva e dà la vita in pienezza ai suoi figli.
Andiamo! “Benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo”, cioè con lo Spirito di Gesù portiamo nel mondo il messaggio del vangelo umili e lieti, oltre ogni insuccesso, incomprensione o tribolazione.
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