domenica 17 ottobre 2021

 BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia

29° Domenica B – 17.10.2021 

Isaia 53,10-11   -   Ebrei 4,4-16   -   Marco 10,35-45

Dapprima la fedeltà al matrimonio, poi il distacco dalle ricchezze, oggi una vera mentalità di servizio. Così Gesù, ancora una volta e con grande pazienza, cerca di correggere i suoi discepoli convertendoli dalla mentalità del mondo a quella di Dio.

Tra costoro, due fratelli, Giacomo e Giovanni, si avvicinano e rivolgono al Maestro la loro richiesta: “Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra”. Sono animati da grande entusiasmo per Lui e per la causa del Regno, ma sa anche che le loro aspettative e il loro zelo sono inquinati, dallo spirito del mondo. Perciò risponde: “Voi non sapete quello che chiedete”. Neanche si rendono veramente conto di quello che dicono. E mentre loro parlavano di “troni di gloria” su cui sedere accanto al Cristo Re, Lui parla di un “calice” da bere, di un “battesimo” da ricevere, cioè di una partecipazione alla sua passione e morte. Con le parole che seguono alla loro richiesta Gesù in pratica dice a loro, e a noi: adesso seguitemi e imparate la via dell’amore “in perdita”, e al premio ci penserà il Padre celeste. La via dell’amore è sempre “in perdita”, perché amare significa lasciare da parte l’egoismo, l’autoreferenzialità, per servire gli altri.

La lezione è ben precisa: “Tra voi non è come fanno i governanti delle nazioni che dominano su di esse e i loro capi che le opprimono. Ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti”. È la regola del cristiano che non mira alla carriera, al potere. E’ la regola della gratuità, del silenzio della carità, e di chi non se la prende se vede altri passargli davanti. Gesù riprende i due, ma anche gli altri che si erano indignati con quelli. Il messaggio del Maestro è chiaro: mentre i grandi della terra si costruiscono “troni” per il proprio potere, Dio sceglie un trono scomodo, la croce, dal quale regnare dando la vita. La mentalità di chi vuole i primi posti per comandare non è quella giusta, e notiamo che  Gesù non dice: “Tra voi non sia così”, facendo un augurio o dando un comando, ma: “Tra voi non è così”, cioè , “se è così, voi non siete la mia comunità!”.

Vorrei segnalare un particolare servizio. Lo colgo in quell’espressione di Gesù che parla di “bere il calice” o “ricevere il suo battesimo”. Queste parole mi rimandano al servo di cui parla la prima lettura; è il servo giusto che si addosserà l’iniquità di molti. Dice Gesù ai suoi: “Siete disposti ad addossarvi l’iniquità di molti”. Servire è pure portare il male del mondo, la cattiveria, le ingiustizie, non per avvallarle, per lasciar fare, ma per farsene carico, soffrire anche per questo, e combatterlo con l’amore; sino a portare le conseguenze del peccato e del male senza averlo compiuto. E tutto questo per manifestare la vicinanza di Dio, il suo amore, la sua volontà di giustizia, la sua misericordia a tutti. Ecco che cosa fa grande il servizio di Gesù che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”. Questa la grandezza a cui anche noi tendere!

 

 

 

Nessun commento:

Posta un commento