lunedì 1 novembre 2021

BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia

Tutti i Santi – 01.11.2021 

Apocalisse 7,2,4-14   -   1Gv 3,1-3   -    Matteo 5,1-12

Oggi, nella Solennità di tutti i Santi, ci è data una parola che chiama ad uno sguardo su una realtà luminosa che ci attende, la vita dopo la morte, verità portatrice di consolazione nei giorni in cui la memoria dei nostri cari defunti tocca con particolare affetto e risveglia il nostro cuore.  La parola ascoltata ci parla del cielo e ci pone davanti a “una moltitudine immensa”, incalcolabile, “di ogni nazione, tribù, popolo e lingua”. Sono appunto i santi. Che cosa fanno “lassù”? Cantano insieme, lodano Dio con gioia. Noi ci uniamo ad esso in una vera comunione dei Santi,  quando cantiamo «Santo, santo, santo il Signore Dio dell’universo...».  È un inno che viene dal cielo, che si canta là, un inno di lode. Sì, in quel momento, nella Messa, siamo uniti a loro più che mai. E siamo uniti a tutti i santi: non solo a quelli più noti, del calendario, ma anche a quelli “della porta accanto”, ai nostri familiari e conoscenti che ora fanno parte di quella moltitudine immensa. Oggi allora è festa di famiglia. I santi sono vicini a noi, anzi sono i nostri fratelli e sorelle più veri. Ci capiscono, ci vogliono bene, sanno qual è il nostro vero bene, ci aiutano, e come lo fanno!, e ci attendono. Sono felici e ci vogliono felici con loro in paradiso.

Ci invitano, già mentre siamo qui in cammino, sulla via della felicità, della beatitudine, indicata nel Vangelo: “Beati i poveri in spirito… Beati i miti … Beati i puri di cuore…” . Noi ci meravigliamo, e non siamo del tutto d’accordo. Ma come? Il Vangelo dice beati i poveri, mentre il mondo dice beati i ricchi. Il Vangelo dice beati i miti, mentre il mondo dice beati i prepotenti. Il Vangelo dice beati i puri, mentre il mondo dice beati i furbi e i gaudenti. Questa via della beatitudine, della santità, sembra portare alla sconfitta. Eppure i santi tengono, sempre dalla prima lettura, “rami di palma nelle mani”, e sono quelli che “hanno lavato nel sangue le loro vesti”, cioè hanno vissuto e dato fino in fondo la propria umanità, la “pasta” della santità, che è l’Amore ha fatto lievitare in noi, figli di Dio, dallo Spirito. Questi santi hanno vinto loro, non il mondo.  Sulla via tracciata dalle Beatitudini, la via di Gesù, non ci possiamo accontentare di essere cristiani senza infamia e senza lode, attenti a non esagerare. Ci fa bene lasciarci provocare dai santi, perché abbiamo a scegliere Dio nella sua “totalità”. E dare così alla terra un assaggio della felicità piena del cielo, la nostra dimora eterna,  visione bella di Dio e dei nostri cari, godimento di loro e con loro senza più limiti e ombre.

Oggi, e paradossalmente nella preghiera di domani, intravediamo il nostro futuro, che non è in una tomba, e festeggiamo quello per cui siamo nati: siamo nati per non morire mai più, siamo nati per godere insieme Dio, nostra beatitudine.(cfr. Papa Francesco 2018)

 

 

 

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