BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia
5° Domenica C – 06.02.2022
Luca 5,1-11
Pietro, il suo nome iniziale era Simone, pescatore con altri sul lago di Galilea, riceve la chiamata di Gesù. Questi lo trova affaticato e deluso, tutt’altro che pimpante, forse arrabbiato, non certo di buon umore, dopo una nottataccia in cui con i suoi compari non aveva preso nulla, una fatica per niente. Un insuccesso. Comincia sempre così l’avventura con Gesù. Pure Gesù, domenica scorsa ci narrava il vangelo, aveva cominciato in questo modo la sua missione, rifiutato dai suoi paesani. Noi siamo soliti dire: “chi ben comincia è a metà dell’opera”, ma gli avvenimenti narrati nel vangelo a volte lo sconfessano. Anche da un insuccesso prende l’avvio l’opera di Dio. Perché? Ma perché facendo esperienza del limite, del fallimento, non possiamo che tentare almeno di affidarci a qualcuno che può aiutarci, senza che noi lo sappiamo. Succede proprio questo Pietro e ai suoi amici.
Pescatori provetti, a reti vuote, dopo una notte inutile, avvicinati da Gesù, ricevono l’ordine di ritornare sul lago e di calare le reti. “Se non abbiamo preso niente di notte, tanto meno prenderemo di giorno”. Perché non l’abbiano mandato a quel paese, sentendosi un po’ presi in giro, forse è dovuto al fatto che qualcosa sapevano di quell’uomo Gesù, e un po’ per accontentarlo, un po’perché non avevano voglia di imbastire una discussione, un po’ con la speranza che succedesse qualcosa fidandosi di lui, gettarono di nuovo le reti in mare. Sì, Pietro, ispirato dalla presenza di Gesù e dice: “…ma sulla tua Parola getterò le reti”. È la risposta della fede, che può apparire poco intelligente, che anche noi siamo chiamati a dare; è l’atteggiamento di disponibilità che il Signore chiede a tutti i suoi discepoli nel non rassegnare le dimissioni davanti agli insuccessi, ai nostri sforzi nel cercare e fare il bene che a nulla concludono. E l’obbedienza fiduciosa di Pietro viene premiata con un risultato prodigioso: “Fecero così e presero una quantità enorme di pesci”.
C’è una pesca miracolosa anche per noi là dove ogni notte e giorno lavoriamo, famiglia in primis, in quell’angolo di mare, non sempre tranquillo, in cui viviamo, spesso tra tempeste. Quando ci mettiamo con generosità al suo servizio, Gesù compie in noi e con noi cose grandi. Ci chiede di accoglierlo sulla barca della nostra vita, per ripartire con Lui e solcare un nuovo mare. A volte possiamo rimanere sorpresi e titubanti di fronte alla chiamata che ci rivolge, e siamo tentati di rifiutarla a motivo del persistere il ritardo di risultati, o della nostra inadeguatezza. E se, per caso qualcosa ci riesce, per timore che il Signore ci chieda qualcos’altro, ci affrettiamo a dire : “Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore”. Ma se questa preghiera, bellissima, invece, nasce da un cuore umile che scopre di potersi fidare del Signore, allora diventa il pass perché Egli conti ancora di più su di noi. Gesù incoraggia Pietro dicendo: “Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini”, cioè trarrai a vita altri. Il Signore non ci dà compiti sproporzionati alle nostre capacità, ma ci rende ancor più capaci, perché, se ci fidiamo di Lui, ci libera dal nostro peccato e ci apre davanti un orizzonte nuovo: collaborare alla sua missione, trarre in salvo l’umanità.
Il miracolo più grande compiuto da Gesù per Simone e gli altri pescatori delusi e stanchi, non è tanto la rete piena di pesci, quanto l’averli aiutati a non cadere vittime della delusione e dello scoraggiamento di fronte alle sconfitte. Li ha aperti a diventare annunciatori e testimoni della sua parola e del regno di Dio. E la risposta dei discepoli è stata pronta e totale: “Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono”. “D’ora in poi” : il miracolo è confermato, non ha più fine!
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