domenica 5 giugno 2022

BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia 

Pentecoste – 05.06.2022

Atti 2,1-11  -  Rom. 8,8-17  -  Gv 14,15-16.23-26

Pentecoste! E’ il 50° giorno dalla Pasqua e cambia la vita dei discepoli di Gesù. Totalmente. E’ la loro risurrezione. Da spauriti che erano, “morti” dentro per quello che era capitato e aver smarrito nuovamente il Maestro dopo averlo ritrovato, anche se li aveva rincuorati con una promessa, “io sarò sempre con voi, verrà lo Spirito”, ora sono totalmente diversi, più vivi che mai. La vicenda che sembrava al capolinea, viene insomma rinnovata dalla forza dello Spirito e quei discepoli sono cambiati in coraggiosi e gioiosi testimoni. Lo Spirito Santo fa questo: ci cambia la vita. Agli apostoli lo Spirito non ha reso le cose più facili, non ha tolto di mezzo problemi e oppositori, ma ha portato nella loro vita verità e amore. “Vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto”, cioè luce alla mente e calore al cuore.

Innanzitutto dentro di noi. E’ lo Spirito che fa vivere e rivivere Gesù in noi, che ci risuscita dentro. Dona lo Spirito, il Paraclito, cioè colui che consola e difende.  Noi tutti desideriamo la pace. Questa non consiste nel sistemare i problemi di fuori – Dio non toglie ai suoi tribolazioni e persecuzioni – ma nel ricevere lo Spirito Santo. E di qui la pace, quella pace che non libera dai problemi ma nei problemi, è offerta a ciascuno di noi.

Nel mezzo dei nostri problemi, nelle situazioni ingarbugliate e di non poca sofferenza, nella responsabilità di dare buon esempio, di prodigarci per il bene, e vedendo che non riusciamo a fare molto, che non siamo buoni testimoni del vangelo nel quale diciamo di credere, persino sollecitati da un nervosismo continuo che fa reagire male a ogni cosa, cerchiamo la pace senza trovare soluzione.

Abbiamo bisogno dello Spirito: è Lui che mette ordine nell’agitazione. Egli è pace nell’inquietudine, fiducia nello scoraggiamento, gioia nella tristezza, gioventù nella vecchiaia, coraggio nella prova. E’ lo Spirito che, come dice oggi San Paolo, ci impedisce di ricadere nella paura perché ci fa sentire figli amati. Ci trasmette la tenerezza di Dio. Senza lo Spirito la vita cristiana è sfilacciata, priva dell’amore, di armonia, senza gioia.

Lo Spirito Santo non porta solo armonia dentro, ma anche fuori, tra gli uomini, tra di noi che siamo diversi nella varietà delle qualità e dei doni. Lo Spirito, che li distribuisce con fantasia, costruisce l’unità, mette, appunto armonia. Quanta ce ne bisogno fin dentro le nostre case, oltre che nel mondo fatto di differenti culture  e fedi! Ci sono vere e proprie divisioni: c’è chi ha troppo e c’è chi nulla, c’è chi cerca di vivere cent’anni e chi non ha di che sopravvivere.  E poi, è paradossale: nell’era dei computer si sta a distanza: più “social” ma meno sociali. Abbiamo bisogno dello Spirito di unità, che ci rigeneri come credenti, comunità cristiana, unità pastorale, e come umanità intera, multietnica, luogo di figli e di fratelli. E vivendo secondo lo Spirito portiamo pace dov’è discordia, rispondiamo al male con il bene, all’arroganza con mitezza, alla cattiveria con bontà, ad uno sguardo che ci odia col sorriso sincero. Sì, solo con lo Spirito è possibile. Egli “viene dov’è amato, dov’è invitato, dov’è atteso” (S. Bonaventura)

Carissimi, invochiamolo ogni giorno: Spirito Santo, pace e armonia di Dio, Tu che trasformi la paura in fiducia e la chiusura in dono, vieni in noi. Dacci la gioia della risurrezione, la perenne giovinezza del cuore.

(cfr. Papa Francesco)

 

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