BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia
SS. Trinità – 12.06.2022
Proverbi 8,22-31 - Rom 5,1-5 - Gv 16,12-15
Verità strana, difficile, ma non astratta, quella della SS. Trinità, il nostro Dio, in tre persone, come recita la professione di fede che ci qualifica come cristiani, discepoli di Gesù che ce l’ha rivelata, o almeno fatta intravedere. La festa che la celebra è un’occasione non per comprendere il mistero di Dio, ma per contemplare, per guardare con amore e renderci conto di come nella nostra esistenza noi vi apparteniamo. Un’appartenenza che ci liberi figli di Dio e fratelli tra noi!
La predica, stamane, è in un gesto, in un segno, quanto mai familiare a tal punto che diventa meccanico, superficiale, che facciamo inconsapevolmente, e a volte persino, purtroppo, scaramantico. Peccato! E’ un gesto, un segno, che può esprimere la nostra verità oltre quella di Dio Trinità. E’ il segno della croce: nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo.
Il mio Dio è Padre! “Nel nome del Padre..” e mi tocco la fronte! Io sono nella sua mente, nei suoi pensieri. Egli mi pensa, mi ha pensato e voluto da tutta l’eternità. Mi ha chiamato ad un progetto bellissimo, anche se in questo momento non ne conosco i particolari; un progetto che non m’impone, ma che vi offre per la mia felicità, la darmi pienezza di vita e di amore; per la felicità di chi mi ha messo accanto, perché l’umanità sia ricca anche della mia persona, e dei miei doni che Egli mi ha fornito volendomi al mondo. Io sono nella mente di Dio! Ma anch’io voglio avere Dio nella mia mente, nei miei pensieri! Questa è la fede!
Il mio Dio è il Figlio Suo, la Parola Sua fatta carne in Gesù. “…e del Figlio…” e mi porto la mano al cuore. Egli mi ha nel cuore, mi dona la sua amicizia, la sua fiducia, mi con fidai suoi segreti. Mi ama e mi insegna ad amare. Mi fa conoscere l’amore del Padre che è la stessa Misericordia. Nella sua unicità di Figlio primogenito del Padre mi ricorda che c’è una molteplicità di fratelli a cui voler bene, poiché l’amore è inclusivo e non esclude nessuno, non ha confini di spazio o di tempo. Nel nome del Figlio, con Gesù nel cuore, seguendo il suo esempio, io voglio amare. Al Suo comandamento io voglio obbedire. La sua carità vive in me!
Il mio Dio è lo Spirito Santo! “…e nello Spirito Santo!”. Ah, le spalle! Io sono sulle spalle di Dio, oltre che nel cuore e nella mente. Egli mi porta, io sono il suo “giogo dolce e peso leggero” perché mi ama. E nel nome dello Spirito Santo significa che dà pure forza alle mie spalle. Sotto ogni peso, ogni carico, ogni realtà, ogni responsabilità o situazione che mi schiaccia, è lo Spirito Santo che mi dà Grazia e aiuti adeguati, sapienza, pace, forza, mitezza, coraggio, libertà… Senza di esso non resisto, io schianto, e l’amore, riversato nel mio cuore non ha più forza, e la luce della mia mente diventa incerta. Ma con lo Spirito la speranza tiene!
Ecco la Trinità nella mia esistenza: nel Nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo, io vivo.
In modo popolare e confidenziale: testa dritta, cuore il pace, spalle buone. Amen
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