lunedì 6 febbraio 2023

 BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia

5° Domenica A – 05.02.2023

Matteo, 5,13-16

Dobbiamo prendere atto del rischio di sprecare la nostra vita, di non sapere cosa farne. La si può buttare la vita per pigrizia, perché non ci va di prenderci delle responsabilità, ci si ripiega su noi stessi, si mette il proprio io davanti a tutti; riusciamo a non gustarla, e vorremmo, persino, rimetterla come cibo disgustoso. Si può spegnere la vita nostra perché la soffochiamo quando un po’ di  luce ci viene offerta.

Rendiamo conto, invece, della verità, buona notizia, che Gesù ci dà con le due immagini che usa per dirci la verità su di noi : “Voi siete il sale della terra…voi siete la luce del mondo”. La pienezza della vita, l’umanità nuova, rivelataci domenica scorsa nelle Beatitudini, sta nell’essere fedeli a questa identità; una vita che ci richiama la fedeltà di Dio.

Nella Bibbia il sale, infatti, è il segno dell’alleanza di Dio: “non lascerai mancare il sale dell’alleanza del tuo Dio”( Lev. 2,13).  Gesù ricorda ai suoi discepoli e a noi che con la nostra persona e con la nostra vita siamo oltre che beneficiari anche garanti di questa fedeltà di Dio. Molteplici, poi, sono le proprietà del sale per rendere efficace questa testimonianza: preserva dalla corruzione, si scioglie nella vita, le dà sapore, e in giusta dose alza la pressione di quel tanto che basta. Non più cristiani insipidi e di bassa pressione! Il mondo, ha bisogno, che noi siamo noi stessi, discepoli di Gesù, cristiani umili e autentici; saremo efficaci nel contrastare il male con il bene, con le opere buone, o meglio belle, come ancora riporta la parola di Gesù. Ma “se il sale impazzisce”, meritiamo il rifiuto e il disprezzo della gente.

“Voi siete la luce del mondo”. Il profeta, nella prima lettura (Isaia 58,7-10), precisa in che consiste questa luce, dov’è questa luce: nella carità verso i poveri, cioè: “nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti. E allora la tua luce sorgerà come l’aurora…; sarà l’inizio di una giornata, di una vita bella, un buon mattino per il mondo.

E poi nella mitezza, nella benevolenza, nel dire bene degli altri: “Se toglierai di  mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio,…se ti prendi a cuore chi è afflitto, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio”. Stavolta sarà giorno pieno, e persino la notte, i momenti di buio, saranno vinti. E tutti arriveranno a riconoscere l’amore di Dio e a rendergli gloria!

Sale e luce, noi siamo! Vogliamo scioglierci, come sale che scompare nel cibo e gli dà il giusto sapore, per cui la vita la si gode. Vogliamo non spegnerci, non nasconderci, per offrire luce che aiuta a vedere la giusta via e la bellezza della stessa vita. Essere sale e luce in mezzo agli altri perché anch’essi siano “beati” e felici perché, attraverso di noi, arrivano a gustare e vedere la bontà di Dio.

 

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