BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia
3° Quaresima A – 12.03.2023
Giovanni 4,5-42
Tra le tante necessità che abbiamo una non può essere assolutamente disattesa: quella di soddisfare la nostra sete, e fame. Abbiamo bisogno di acqua, ed è un grosso problema, una guerra, se viene a mancare, se viene inquinata, avvelenata. Anche nella vita spirituale c’è una necessità: quella di essere amati, di avere qualcuno che ci voglia davvero bene. Andiamo alla ricerca nel nostro cammino e Gesù si fa incontrare, ci attende, o ci accompagniamo a Lui. Come alla donna samaritana così anche a noi, chiede di presentargli il nostro desiderio più profondo. Questa donna, che forse ha cercato alle sorgenti sbagliate una risposta alla propria sete d’amore, aveva un grande bisogno di qualcuno che le volesse bene. A lei Gesù si rivela come il vero sposo.
Sì, sposo! Lo dice anche il luogo di questo incontro non casuale. Nella Bibbia si narra spesso che intorno ad un pozzo si combinavano i matrimoni. Inoltre, l’ora in cui avviene, a mezzogiorno, è l’ora più calda, in cui si sente maggiormente la fatica. Ed è in questo pesante che Gesù si fa incontrare. Quante ore pesanti nella nostra vita! Ma è anche l’ora in cui c’è più luce, e questo è significativo per chi ha il cuore nella tenebra. In quest’ora Gesù si lascerà vedere, si farà conoscere. Sarà pure l’occasione per questa donna di vedere meglio dentro se stessa, la propria condizione.
Gesù vuole incontrarci per mendicare amore. Così chiede a questa donna di prendersi cura di lui. E le mette davanti il suo umanissimo desiderio: ho sete! Sono le stesse parole che dirà sulla croce. Sì, Gesù ha sete della salvezza di questa donna, ha sete della felicità; del bene vero del nostro cuore, che a volte è proprio un abisso come un pozzo, dal quale non riusciamo più a tirar fuori l’acqua che dà vita.
Gesù c’incontra si fa conoscere, ma aiuta anche noi a conoscerci, siamo svelati a noi stessi. Infatti fa prendere coscienza a questa donna della sua condizione non per giudicarla, ma per guarirla. E le si rivela alla fine come lo sposo vero, che risponde a quel desiderio profondo che ciascuno di noi si porta dentro. E’ l’inviato di Dio che ci aiuta capire la vita, dove onoriamo e adoriamo Dio, a vivere relazioni d’amore che davvero dissetano il nostro cuore.
Noi sfuggiamo questo incontro e lo allontaniamo quando evitiamo di guardarci dentro, di fare verità su noi stessi, e cominciamo a perderci con scoraggiamenti, o accuse, o scuse, come avrebbe potuto fare quella donna che non poteva negare il proprio passato.
Ma Gesù sa, comunque, farsi avanti. E’ colui che mette a posto il nostro cuore, e a ciascuno dice sono io che ti parlo. È come dire: sono qui per te. Mi sono avvicinato proprio a te. Quando s’incontra l’amore si perde davvero… la brocca. Possiamo usare questa immagine della donna che lascia la brocca dell’acqua, la dimentica, si scorda che era andata al pozzo per attingere. Se ci sappiamo e sentiamo di essere amati, e lo siamo per davvero da Gesù, siamo spinti a correre per dire a tutti questa buona notizia, il vangelo appunto. Perché anche altri possano incontrare personalmente il Signore, al loro pozzo quotidiano.
Nessun commento:
Posta un commento