lunedì 6 marzo 2023

 BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia

2° Quaresima A – 05.03.2023

Genesi 12,1-4  - 2Timoteo 1,8-10  - Matteo 17,1-9

Dal deserto, dove il diavolo, con le sue tentazioni, voleva dissuadere Gesù dalla missione per cui il Padre l’aveva mandato ad un “alto monte”, il Tabor, dove il Padre svela l’identità del Figlio. Una rivelazione impensabile offerta a tre discepoli, Pietro, Giacomo, Giovanni, che non comprendono. Sono sorpresi da una visione di cielo, di splendore, di bellezza e di gloria.

Per poter accedere alle sorprese di Dio è necessario fare come Abramo, nella prima lettura:  fidarci di Lui, della Sua Parola; Parola apportatrice di benedizione a noi, anche se non sappiamo come, parola che ci fa, pure, a nostra volta portatori di benedizione ad altri. E Abramo, al comando di Dio, per fede, partì. Vale anche per noi “uscire”, lasciare sicurezze, comodità, metterci in cammino. E scopriremo, saremo benedizione.

Pietro, Giacomo, Giovanni, che già erano usciti di casa, avevano lasciato barca e reti da pesca, i due fratelli anche il padre, da che cosa ancora potevano staccarsi? Gesù, poco prima di questa esperienza sul Tabor, aveva  confessato ai discepoli che cosa stava andando incontro, e forse nel loro animo stava subentrando la paura, il dubbio, l’incertezza, sulla scelta fatta. Tutto questo dovevano lasciare!

Non è forse quello che anche noi teniamo stretto, o che ci tiene stretti, indecisi, calcolando se ci conviene, e quanto ci conviene, essere cristiani? Allora, di Gesù, per incoraggiare la sequela dei suoi, viene svelato il segreto della sua persona: “E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce”. E poi una voce, ancor più folgorante, che richiama la presenza di Dio: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento  - già l’aveva detto al battesimo al Giordano, ora conferma con un’aggiunta importante – Ascoltatelo”.

Mi sono chiesto se anche a me, che voglio essere discepolo suo, è dato di essere sorpreso, illuminato, folgorato, da qualcosa di bello di Gesù. Perché, se dal maligno viene la tentazione che apparentemente mi promette una vita splendida, facile, di successo, di Gesù è invece l’attrazione che mi fa innamorare di Lui, e perseverare nello stare con Lui e seguirlo. Non mette paura, e così Egli si rivolge ai tre, toccandoli: “alzatevi, non temete”. La bellezza Sua è irresistibile! Può tutto!

Un bel proposito di Quaresima: invece di angustiarmi  per le tentazioni del diavolo a cui devo pure resistere rimediando spesso amare sconfitte, occorre lasciare che su di me l’abbia vinta l’attrazione di Gesù: dai, “è bello per noi essere qui!”. L’attrazione vince sulla tentazione. L’amore vince il timore!

La fede, la fiducia nel Signore, nostro salvatore Cristo Gesù che “ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita”, ci consente di lasciarci attrarre anche dall’esortazione di Paolo con cui si apriva la seconda lettura: “Figlio mio, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo”. Questa sofferenza non sconfessa la luce del Tabor, ma la fa brillare molto di più, uno splendore divino nella nostra esistenza, nella nostra “discesa” dal monte, pronti a non fuggire, ma salirne un altro, il Calvario e il giardino appresso, il giardino della risurrezione, dove sarà trasfigurata anche la nostra morte nella Sua vita.

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