domenica 9 aprile 2023

BRICIOLE di PAROLA... nell'omelia

Giorno di Pasqua – 09.04.2023  

Carissimi, “Cristo, mia speranza, è risorto”. No, non l’hanno portato via il mio Signore, non me l’hanno nascosto o rubato, come temeva Maria, che si era lanciata nel buio del mattino e del cuore per andare dall’amato Signore, per onorare di attenzioni Colui che era morto.  “L’hanno portato via dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!”. E’ la donna del desiderio, come dovremmo essere tutti.

Questo è il primo augurio per tutti, il primo augurio che ci facciamo. E la prima benedizione che invoco su voi, carissimi: donne e uomini che desiderano e cercano Gesù dal quale sono amati e che amano, o dicono di amare. Sono comprensibili il timore e lo smarrimento delle donne per aver nuovamente perduto Gesù dopo averlo visto spirare sulla croce. Anche noi li conosciamo quando qualcuno che ci è caro ci viene a mancare.

Ma Gesù è risorto! Nessun male, nessuna malattia, disgrazia, nessuna cattiveria o violenza, menzogna, avidità, odio, nessun peccato dal quale non riesco a venir fuori, nessuna malvagità che chiude cuore e uccide, niente può e ci deve portare via la speranza che è il Cristo Risorto, il vivente; speranza perché con Gesù sono libero dalla prigionia della morte che vorrebbe porre fine e seppellire affetti, salute, ideali, sogni, la bella umanità di figli amati da Dio; libero in ogni realtà che attende pace, giustizia e liberazione.

 

Ce ne dà conferma la parola di Pietro, corso quella mattina al sepolcro per rendersi conto di quello che era successo: “Dio consacrò in Spirito santo e potenza Gesù di Nazareth, il quale passò facendo del bene e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con Lui…Dio l’ha risuscitato al terzo giorno… e noi ne siamo testimoni”.

E con Gesù risorto anche noi siamo risorti! E da risorti, cioè “in piedi”, vogliamo vivere. Uscito da quella tomba, ora Egli è vivo, dimora in noi, e il Battesimo che abbiamo ricevuto è la nostra risurrezione; ritorniamo a viverlo. Gesù vivente dimora nel nostro cuore. Non facciamone una nuova tomba, ma un solco dove la Sua vita con la nostra continua a fiorire; vita di figli amati dal Padre e di fratelli che si vogliono bene. Quindi “risorti con Cristo, cercate le cose di lassù”, che non significa disinteressatevi delle cose della terra, ma cercate Colui che è disceso dal cielo, che è venuto da Dio e ha vinto la morte.

Vivete ogni realtà creata, ogni realtà di cui siete fatti, dalla salute alla malattia, dall’amore alla fatica di esservi fedeli, dalla famiglia al lavoro, dalle urgenze quotidiane verso i vicini alle responsabilità verso chi viene da lontano, vivete tutto con Lui. La vostra vita è con Lui, pietra fondamentale, non tombale che seppellisce la libertà e la voglia di vita; pietra che dà solidità all’ esistenza e sulla quale è possibile costruire una vita nella luce e nell’amore che tutto vince.

Ecco il secondo augurio, carissimi. Dopo quello di essere donne e uomini che desiderano e cercano Gesù, essere finalmente donne e uomini che lo trovano, trovano la vita vera. E la seconda benedizione che su voi invoco è che si realizzi quanto Pietro ha testimoniato: godiate del bene che vi vuole e vi fa, rinati e risanati da ogni schiavitù e male dell’anima, da ogni morte spirituale.

Ogni angolo di mondo, ogni angolo della vostra esistenza, sia giardino fiorito di vita nuova, profumato di gioia. Alleluia!

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