BRICIOLE di PAROLA... nell'omelia
3° Domenica di Pasqua – 14/04/2024
Luca 24,35-48
Carissimi, sappiate tutti che Gesù di Nazareth, colui che, in parole opere, ha portato nel mondo la buona notizia che Dio ci ama e che per questo è stato rifiutato, respinto e ucciso, il Crocifisso, Dio lo ha risuscitato dai morti. L’incredibile annuncio e la presenza tra noi del Risorto ci cambiano la vita a cui siamo sollecitati: convertitevi, i peccati sono perdonati. Non ci basta l’annuncio. Noi vogliamo toccare e vedere; noi siamo dei perpetui Tommaso. Ed ecco che Gesù risponde superando le nostre attese forse neanche troppo convinte. Viene sì, con le ferite e i segni dei chiodi, le mani… bucate, ma non viene mani vuote.
“Pace a voi” è il ripetuto dono della sua presenza viva. Alle nostre paure per quello che succede nella vita, al senso di colpa perché le facciamo spesso noi accadere le cose brutte, alla vergogna che ci porta rinchiuderci nel nostro io, magari non andando d’accordo anche con quelli che abbiamo attorno, Gesù risponde portando pace al cuore e tra di noi. Ci offre aiuto con la sua presenza perché turbamenti e dubbi che imprigionano la nostra esistenza, non sentendoci tanto forti nella fede, lascino al posto alla gioia. Anche questo può essere incredibile, a tal punto che quando siamo contenti, temiamo subito di perderla. Che paradosso! Soffriamo quando le cose ci vanno male e non siamo capaci di gioire quando ci vanno bene. Abbiamo di bisogno di pace!
Gesù non è un fantasma! “Avete qui qualcosa qualche cosa da mangiare?”. Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Che Gesù volesse mostrare che non era un fantasma? Gesù aveva forse fame, visto che era tre giorni che non prendeva cibo? No. La richiesta e il gesto di Gesù sono un’offerta e una richiesta di accoglienza, una conferma della familiarità che tiene con i suoi, dell’intimità, dell’amicizia a cui non vuole rinunciare anche se gliel’hanno fatta grossa con l’abbandono o il tradimento. Se io venissi, un giorno, a suonare al campanello di casa vostra, è forse perché ho fame e non ho nulla da mangiare in canonica? Può essere. Ma soprattutto è una offerta e richiesta di familiarità, di vicinanza, di conoscenza sempre rispettosa e più profonda. Gesù Risorto è l’Amico che non ci priva della sua accoglienza e confidenza, conta sulle nostre, Anzi, le gusta davanti a noi. Questo ci dà gioia!
La pace e l’amicizia di Gesù toccano il cuore, e la Sua presenza apre la nostra mente a comprendere, cioè a prendere con noi, la Parola di Dio, tutto quello che Lui ci ha detto e insegnato. Dà la luce necessaria perché anche in noi si compiano tutte le cose scritte, vale a dire la volontà di Dio, che è sempre volontà di bene, di grazia, di perdono, e di vita anche quando deve scontrarsi con il male, il peccato, la condanna e la morte. Gesù, il Risorto, rimane il Maestro e Signore nostro, che, con fiducia, conta su ognuno di noi, e su di noi insieme, per essere testimoni del mistero grande della vita e dell’amore di Dio che in essa si compie e si estende, e si estenderà glorioso per tutta l’eternità.
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