martedì 21 maggio 2024

 BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia

Pentecoste  B - 19.05.2024

Atti 2,1-11  -   Gal 5,16-25  -  Giovanni 15,26-27; 16,12-15

L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori, nella nostra vita! La Parola del Signore ci rassicura che non siamo soli; così possiamo essere testimoni di Lui, come ci raccomandava domenica scorsa nel momento della sua Ascensione al cielo, del Suo ritorno al Padre.

Nel giorno della Pentecoste, il 50 dalla Pasqua, nella festa in cui si celebrava il dono della Legge di Dio fatta al suo popolo, Legge che ne governava la vita anche nei particolari, proprio in quel giorno Dio riversa sui discepoli del Figlio, riuniti con Maria, la Madre, la nuova Legge dell’Amore che è il Suo Spirito, lo Spirito Santo. E dì lì, da quel gruppo di persone, donne e uomini, tale dono raggiungerà tutta l’umanità. E’ un evento quella Pentecoste che sconvolge, e diventa realtà la promessa che vede gli uomini trasformati, e fa di costoro la stessa presenza di Cristo Gesù nel mondo. Sì, i battezzati in particolar modo, noi, siamo la presenza di Gesù, qui e ora, poiché lo Spirito, lo Spirito dell’Amore è stato messo nel nostro cuore, nella nostra vita.

Come lo Spirito ci conduce a novità? Quali segni di questa trasformazione di noi in Gesù, di presenza e azione di Gesù in noi? E di qui, che cosa ci fa testimoni di Lui, e sempre più partecipi della Sua vita, partecipazione che inizia in questa storia? Questa partecipazione sarà piena, avremo la maturità del Cristo secondo la nostra misura, scrive Paolo, quando da questo tempo terreno, nel corso del quale avremo contribuito alla realizzazione del Regno di Dio grazie proprio allo Spirito, entreremo nell’eternità del cielo dove Gesù stesso ci ha preceduto. Ce lo ricordava la solennità di domenica scorsa.

“Lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità”. Questa verità è una, è unica. E’ l’amore di Dio manifestatosi e donatoci in Gesù. Di questa è venuto a dare testimonianza Lui stesso; l’ha confermato davanti a Pilato, e ora ne affida l’annuncio ai suoi discepoli. Questo Spirito è il difensore da ogni menzogna e falsità su Dio e sugli uomini, ciò che lo spirito del mondo sembra voler propinare; è il consolatore a fronte di prove e difficoltà a cui sono esposti color che vogliono essere fedeli a Gesù.

“Camminate secondo lo Spirito”, esorta Paolo nella seconda lettura, mettendoci in guardia da passi falsi in cui, a volte, pare che ci muoviamo con spigliata familiarità; passi indicati quali opere della carne. Lascio a voi uno sguardo sincero su di esse; anche questo è fare, servire, la verità. Ma vogliamo considerare e ricercare soprattutto il frutto dello Spirito: amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. A fronte di questa azione dello Spirito non c’è legge che tenga, cioè anche i comandamenti sono superati.

Terzo segno. Lo Spirito di Dio agisce in noi e in mezzo a noi quando superiamo la Babele, cioè l’incapacità di parlarci, di comprenderci, di spiegarci e di capirci, noi e gli altri, gli altri e noi. Ci aiuta a narrare nel linguaggio di chi è capace di comprenderci la nostra fede, la nostra vita cristiana. Quando qualcuno ci dice “non ti capisco”, non è sempre perché è chiuso, ma perché noi non usiamo la sua stessa lingua nel dire le cose di Dio, non parliamo secondo lo Spirito. Questa capacità è esclusivo dono di Dio da invocare continuamente. Genitori e figli, donne e uomini di generazioni diverse, di differente estrazione culturale in un mondo globalizzato, anche preti e laici all’interno della Chiesa, possiamo vivere questa comunicazione e comunione grazie allo Spirito di Dio.

Nessun commento:

Posta un commento