domenica 20 luglio 2025

 BRICIOLIE di PAROLA...nell'omelia

16° Domenica C – 20.07.2025

Genesi 18,1-10 - Luca 10,38-42

Abramo e Sara, Marta e Maria, un tenda nel deserto, una casa di un villaggio, persone e luoghi ospitali, ci aiutano a riflettere su come noi ospitiamo Dio nella nostra vita, fin dentro la nostra casa. E soprattutto che cosa porta, che cosa arreca, che cosa può portare la Sua visita, la Sua presenza? Questa è la buona notizia di oggi.

Possiamo trovarci in una situazione di delusione, scoraggiamento, senza tante prospettive, come Abramo e Sara, avanti già negli anni e senza i figli. Nei tre uomini che si presentano all’ingresso della tenda in cui sta, Abramo vede il suo Signore, vi riconosce una grazia di Dio. Subito si prostra, riserva loro le attenzioni che danno sollievo, li fa accomodare. E, poi, via a far preparare cibo che sia di ristoro. Cordiale, rispettosa accoglienza, premura, sollecitudine. Fino qui l’ospitalità di Abramo coadiuvato dalla sposa Sara, davvero indaffarata per mettere insieme tutte le cose per gli ospiti.

Non è che Dio venga a noi così, e abbia bisogno di rifocillarsi, trovare di questo ristoro, anche se può sempre prendere le vesti di qualche povero  che si presenta alla nostra porta o di cui vediamo le necessità. Fermo restando l’ impegno di accogliere il bisognoso, io mi chiedo che cosa porta Dio nella mia casa, nella mia vita? Egli ci visita per darci molto di più di quello che noi possiamo offrigli. In quella tenda porta il Signore la speranza, l’assicurazione che la promessa si compie. Ad Abramo : “tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio”. No, Dio non viene mai a noi  a mani vuote, o, peggio, portandoci croci o disgrazie o chiedendoci ulteriori pesi, o rubandoci o facendo concorrenza  agli affetti di casa, piuttosto promuovendoli e sostenendoli. Fedele al suo amore; viene portandoci speranza. Accogliamo Dio, comunque si presenti.

 

Una parola sul Vangelo. Anche qui c’è ospitalità di Dio nella persona di Gesù che fa visita a Marta e Maria, sorelle di Lazzaro. Più responsabile Marta, più pigra Maria? Più generosa la prima, più furba la seconda? E’ certamente un’accoglienza affettuosa, visto il legame di Gesù con questa famiglia, una bellissima ospitalità, magari un po’ turbata dalle lamentele di Marta “lasciata sola servire” come si sfoga con Gesù.

E’ comprensibile questo sfogo: domenica scorsa Gesù elogiava il samaritano che si era dato da fare, oggi sembra proporre come modello una donna che non muove un dito per aiutare la sorella. Ma ecco che rivela, cercando di calmare Marta, che cosa Egli porta in quella casa, con quella visita. E ciò che porta Maria lo coglie e lo sceglie, seduta ai piedi del Maestro. Egli porta la parte migliore, la parte buona della vita, cioè la Sua presenza, la sua Parola. Mentre, Marta, affannata per molte cose, non aveva colto pienamente la bontà di tale presenza che è la parte migliore di quella visita. Non viene ripresa perché lavora, ma perché si agita, è ansiosa, è preoccupata, si affanna per tante cose e, soprattutto, perché si impegna nel lavoro senza dare la priorità alla Parola, alla relazione attenta alle persone. Cosa che capita anche a tanti cristiani generosi in mille attività e corse.

 

Come sarà andata finire? Perché non pensare ad una inversione di ruoli? Marta si  siede ai piedi di Gesù per ascoltarlo e ricuperare la calma, la serenità interiore e la pace. Mentre Maria, assorta nei suoi pensieri, quieta e contenta, si mette il grembiule e dà il cambio in cucina alla sorella. Una bellissima par condicio evangelica!

 

 

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