BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia
24° Domenica B – 14/09/2025
Festa dell’esaltazione della Santa Croce
La festa della santa croce di Gesù non è la festa che esalta la sofferenza, il dolore, la morte. E’ la festa di un amore grande che è arrivato sino dare la vita consegnandosi ad un supplizio che sapeva di vergogna. Precisiamo. Non è l’esaltazione della croce, ma l’innalzamento della stessa come riferimento di salvezza, della “santa” croce, di un luogo di condanna che rivela di quanto Dio ha amato il mondo, mandando il Figlio e chiedendogli di amarlo fino a quel punto per dargli speranza e salvezza, vittoria sul male, sul peccato, e sulla morte. Addirittura, realizzando quanto la prima lettura annunciava, Gesù ha assunto la nostra natura umana, si è fatto peccato per liberarla dallo stesso e dalle sue conseguenze. “Santa” la croce perché assunta da Dio nel Figlio Suo.
Questa assunzione testimonia la solidarietà di Cristo Gesù con tutti i crocifissi della storia: crocifissi dalla fragilità umana, peggio, dalla cattiveria di altri o dalla propria ignoranza essendosi consegnati ad un’esistenza di peccato che non conosce o rifiuta il suo amore. Gesù sulla croce è amore che si fa solidale con quanti patiscono pene, prove, peccato.
E poiché siamo discepoli di Gesù, abbiamo in noi il Suo Spirito, anche noi possiamo coltivare una particolare solidarietà con tutti i disperati, i sofferenti, i peccatori, i crocifissi del mondo, di cui siamo pur sempre parte. Comunque, nessun giudizio, nessuna condanna, ma compassione e pietà! Dobbiamo vivere la nostra solidarietà con i peccatori, perché viviamo anche l’amore di Dio. La santa croce di Gesù, l’amore che la rende tale, è vicinanza ad un mondo di croci prive o private di amore. E non dimentichiamo quello che ha detto ai suoi discepoli: “quello che ho fatto io, fatelo anche voi!”. La salvezza, la liberazione dal male non è la soluzione dello stesso, ma la condivisione!
Non solo condivisione solidale, Cristo ha liberamente accettato di peso di tutti i peccati, ogni rifiuto del Padre, ogni rifiuto dei fratelli. Liberamente si è gravato di tutta la pena che ne deriva. “Santa” croce dice proprio questo: l’amore paga il prezzo della nostra schiavitù al male perché ad esso sia posta fine. Gesù prende il nostro posto presso colui che della morte ha il potere, presso colui che gestisce ogni male, cattiveria, rifiuto e peccato, satana, ne porta le conseguenze, ma in realtà sbaraglia il suo agire, la sua prepotenza, i suoi progetti. Ci libera, ci redime. Nella morte di Gesù sulla croce vi è amore che si fa responsabile del peccato del mondo, un amore redentivo. Ancora una volta, noi suoi discepoli, partecipando, per nostra parte, alla sua Passione, partecipiamo di quell’amore suo generoso con cui egli liberamente portò il peso del peccato di tutti. Noi, ad ogni ammanco di amore, ad ogni ferita di odio e violenza, non possiamo tirarci indietro. Siamo chiamati al sacrificio, cioè a dare noi stessi, per i peccati del mondo.
Uniti a Gesù nella carità, e solidali con il mondo, come inchiodati all’amore, cooperiamo alla liberazione dell’umanità mettendoci la nostra vita, e indubbiamente anche il dolore che ci costa, perché nel mondo si realizzi il progetto del Padre: l’essere suoi figli e fratelli tra di noi.
Adoriamo la Santa croce dell’amore infinito, solidale, redentivo, cioè liberante, di Cristo Gesù!
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