martedì 2 dicembre 2025

 BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia

1° Avvento A – 30/11/2025  

Isaia 2,1-5   - Romani 13,11-14   - Matteo 24, 37- 44

Così s’apre la Parola che abbiamo ora ascoltato, prima domenica di un particolare tempo di Grazia: “Alla fine dei giorni…”. In realtà siamo all’inizio di un nuovo cammino verso una meta certa dove “affluiranno tutte le genti”, diceva la prima lettura. Questa meta è il Signore nostro Cristo Gesù, nostra vita, nostra felicità, nostra pace. Attendiamo il Suo ritorno tra noi, e noi ci muoviamo verso di Lui.

Vogliamo dar credito alla visione del profeta Isaia che annuncia un mondo nuovo, una pace diversa, non basata sulle armi, ma sull’adesione di tutti i popoli alla parola del Signore, che cambia i cuori; e anche se le tenebre non sono ancora scomparse del tutto, è ormai tempo di svegliarci dal sonno, dall’apatia, dall’indifferenza, da ogni forza di inerzia di fronte a ciò che vorrebbe impedirci di sperare e impegnarci per il bene. «Chi ha tempo non aspetti tempo», dice il famoso proverbio. La costruzione mondo di pace sarà tanto più rapida quanto più decisa sarà la scelta di volgerci a Cristo, di lasciarci istruire dalla sua parola. Ecco, questo particolare tempo di Grazia, a cui accennavo, può essere tempo di attenzione, ascolto e di vigilanza.

Vigiliare significa accorgersi dell’avvicinarsi del Signore; accorgersi - è l’atteggiamento fondamentale - che Egli è vicino. Gesù, usando un linguaggio volutamente duro ed incisivo, vuole mettere in guardia dal grave pericolo di perdere le opportunità di salvezza che ci sono offerte. Occorre sapersi fermare, ascoltare, essere attenti, curare un po’ di più la sensibilità spirituale, e non perdere la testa per le realtà di questo mondo

Mentre viviamo le situazioni più normali e quotidiane, - ci impegniamo nel lavoro, ci guadagniamo da vivere, mangiamo, beviamo, portiamo avanti la nostra famiglia - o ci manteniamo attenti, ci comportiamo da persone sagge e sappiamo accorgerci del Signore, cioè qualche piccolo segno di luce che viene a perforare le tenebre, allora siamo “presi”, cioè, salvati; oppure siamo invece distratti, sbadati, negligenti e corriamo il rischio di sbagliare strada con conseguente nostra e altrui rovina, rimaniamo nel buio.  Accorgerci della luce, ma anche aiutarla a prendere posto tra noi. Vogliamo un’indicazione precisa? Eccola: “comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze, non fra impurità e licenze, non in contese e gelosie. Rivestitevi del Signore Gesù Cristo”.

Attenzione. La Parola di oggi, lungi dal suscitare paura per la resa dei conti alla fine della vita, ci esorta a cogliere le opportunità che ci sono date per viverla pienamente, momenti favorevoli in cui il Signore ci viene incontro e dà senso e incoraggiamento ad ogni nostro passo, ci rialza da ogni caduta, ci fa sentire il Suo amore, ci fa camminare nella sua luce e realizza con noi la sua promessa. Vegliare per un credente significa accorgersi che il Signore è vicino e sognare ad occhi aperti. Sì, è possibile sognare ad occhi aperti, se lo è anche il nostro cuore, aperto alla speranza, alla fiducia, all’accoglienza di Gesù.

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