BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia
Natale 2025
È la notte di Natale, del tuo Natale, Gesù! Perché sei venuto, tu, mio Dio? Perché vi amo, vi voglio bene!
Ma, Gesù, qui c’è tanto buio, tenebre nel cuore e nel mondo! Perché sei venuto? Io sono la luce che vi avvolge, e non solo stanotte, come i pastori che sono rimasti sorpresi. Non temete! Sia gioia voi e a tutto il mondo, come ve l’assicura il mio angelo.
Abbiamo smarrito la strada, siamo nella confusione. Perché sei venuto, Gesù? Io sono la via e la verità!
Qui siamo tristi e rassegnati, qui c’è tanta morte: perché sei venuto? Io sono la vita!
Qui ancora tanto odio e divisione a guardia delle nostre cose che difendiamo per essere felici.
Perché sei venuto dove c’è emarginazione, giudizio e condanna, noi che la subiamo dai nostri simili, ma non manchiamo di esercitarla nei loro confronti. Perché sei venuto? Perché io sono la giustizia, l’amore e la pace!
Siamo stressati, spaventati, prigionieri e non solo avvolti da tante dipendenze: perché sei venuto, Gesù? Perché io sono la libertà.
Siamo schiacciati da tante croci inspiegabili e pesanti: perché sei venuto? Sono conforto, fermezza e forza a voi!
Siamo peccatori, deboli, indegni che tu ti scomodi, e mai ti ripagheremo. Perché sei venuto? Per farvi conoscere la gratuità dell’amore di Dio, vostro Padre: misericordia e perdono. Io sono la grazia e la benevolenza di Dio per tutti gli uomini.
Siamo tanto poveri, incapaci di speranza. Io sono la speranza e sono venuto perché vi amo!
Carissimi tutti, potremmo all’infinito interrogare l’amore, ma l’Amore non ha altre risposte che sé stesso; riveste la carne del Bambino che nasce a Betlemme. Egli non viene a violare la nostra privacy, ma ad allargarla a tal punto da farla saltare e far posto e insegnare accoglienza e solidarietà tra noi; non viene a disturbare la nostra tranquillità o comodità, ma a togliere ogni individualismo egoista, a svegliare la nostra esistenza, non a tenerla in difesa di chissà che cosa, a porre fine alla disperazione, alla paura. Non temete”, né siate spaventati, è il primo annuncio di vangelo che ci raggiunge, motivo di grande gioia.
Le fasce in cui, Maria, la Madre di questo Bambino, l’ha avvolto, le attenzioni che certamente Giuseppe, lo sposo, non ha fatto mancare, la mangiatoia dove è stato deposto, ci parlano fin da subito di un’umanità nuova, semplice, umile, povera, di cui Dio, in quel Figlio, si è rivestito prendendo la nostra stessa carne;
un’umanità divina la cui qualità della vita è nell’amore che nutre gli altri, porta luce e rivela la gloria Dio che ci ama e ci insegna ad amare, a volere bene con umiltà. Sì Dio ci ama con umiltà! Quello che riesce difficile tra noi, nelle nostre relazioni. Gesù, scegliendo questa entrata nel mondo, dove non trovava posto, non si è vergognato della bassezza degli uomini, e dove questi dicono tutto è “perduto”, Egli dice tutto è “salvato”. Così è stato presentato dall’angelo: “è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore”.
L’annuncio che stanotte ci sorprende ancora una volta, anche se è tanti anni che celebriamo il Natale del nostro Salvatore, è una chiamata a credere e ad accogliere l’inspiegabile agire di Dio, l’Emmanuele, appunto il Dio con noi, Principe della pace.
La luce che scompiglia il campo dei pastori ma riaccende la vita sia in ogni famiglia e negli angoli più oscuri del mondo, e la festa, il canto del cielo che si riversa sulla terra, trovi eco in ogni cuore, in ogni ferita. Che ogni lacrima non sia più di dolore, ma di gratitudine e di commozione, che ogni pianto diventi pianto di gioia, E allora sarà la pace! Buon Natale!
Nessun commento:
Posta un commento