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Domenica C – 16.06.2013
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2Samuele 12,7-13
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Luca 7,36-8,3
A
credenti e discepoli del Signore, a donne e buoni di buona volontà, è offerta
la “salvezza”, quel bene che Gesù è, e
cioè Dio salva, e la pienezza della nostra vita.
La
Parola ascoltata ci indica quello che possiamo chiamare un “minimo” di
salvezza, di vita, punto di partenza che apre a questo dono; e un “massimo” che
lo realizza in pieno, oltre i nostri criteri o misura. In mezzo ci sta un altro
segno, importante, di questa salvezza.
Al
minimo, punto di partenza, salvezza è chiamare le cose con il loro nome, cioè
essere aiutati a renderci conto dell’amore e premura di Dio e della nostra
condizione limite di peccato, che durezza di cuore.
A
questa consapevolezza è condotto il re Davide, prima lettura, che per
capriccio, lui ricco di tante donne secondo il costume del tempo, s’invaghisce
e prende per sé con l’inganno e la violenza la moglie di un altro, che
oltretutto fa uccidere.
Inizio
di salvezza è dire come Davide, con molta onestà : “Ho peccato contro il
Signore”, perché fare del male agli altri è disprezzare Dio., E’ una grazia
questa confessione o ammissione, che premette a dio di amarci anche nel nostro
peccato, ogni oltre nostro merito; una consapevolezza che pur deve far i conti
con le conseguenze del proprio agire.
Ma
il vertice, il massimo, la pienezza della salvezza sta nella misericordia e nel
perdono del signore, com’è bene annunciato nel brano del vangelo, in
quell’incontro in casa di Simone, tra Gesù e la donna peccatrice. La
misericordia è un sguardo d’amore. Simone e Gesù, il padre di casa e l’ospite,
hanno davanti a sé la stessa realtà; entrambi vedono una donna peccatrice che al di là di tutte le regole, si
avvicina, versa olio profumato sui piedi di Gesù, li lava con le sue lacrime,
li asciuga con i capelli.
Ma
c’è modo e modo di guardarla.
Simone,
la legge, la guarda e scuote il capo: questa è una donnaccia.
Gesù,
la tenerezza, la guarda con amore, e certamente nel pronunci il nome con amore.
Ci
fa felici, di dà gioia sapere come Dio ci guarda, e rialza, dà salvezza,
Ci
fa pensare come noi guardiamo: con gli occhi della legge, che registrano i
fatti, ma non ciò che c’è nel cuore; o con gli occhi dell’amore, che registrano
i fatti, chiamando le cose con il loro nome, ma vanno oltre, vanno dentro,
leggono le ragioni del cuore che magari è stato portato ad essere in contrasto
con la legge.
Lungo
la via , dal “minimo “ al “massimo” di salvezza, come segno che la strada è
giusta, ecco quella grazia a cui è accennato nella conclusione del brano. Dov’è
c’è Gesù, dove Gesù va, ed è accolto, dove agisce, c’è liberazione, c’è
guarigione da spiriti cattivi, da infermità, dice il vangelo. Non mi è dato di dire di più su queste sette
demoni. Chiedo invece la vostra preghiera perché continua è la lotta con chi,
in modo misterioso ma certo, vuol
ostacolare la salvezza che il Signore
ci offre. Noi, il Signore, vogliamo seguirlo senza nascondere o temere il
nostro peccato, confidando nel suo sguardo d’amore, da ricevere e da dare agli
altri..
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