... dal bollettino parrocchiale - novembre 2015
Misericordia
è…
fragilità
Carissimi tutti,
“Siamo qui in
tre, stesi sul lettino. Abbiamo preso il posto di altri, e altri ancora
verranno dopo di noi.
Ci
è stata iniettata nelle vene la…”misericordia”. Così mi viene da chiamare il
farmaco per l’esame che il controllo della salute richiede... Nei momenti di
silenzio, tra una parola e un’ altra a distrarci, nell’attesa non breve, il mio
pensiero va alla … fragilità di cui siamo fatti: fragilità fisica, mentale,
spirituale. Bisognosi appunto di… misericordia, cioè di qualcuno che si prenda
cura di noi, o che ci dia quanto è necessario per rimediare ai nostri mali.
Mi è venuto così spontaneo associare la “misericordia”
alla medicina salutare, ma anche di dire a me stesso innanzitutto che
“misericordia ” è “fragilità”. E’ partecipare, non con aria di comando, con il
piglio del benefattore, con la rigidità di chi sa come le cose devono andare,
ma con mitezza, dolcezza, quasi… debolezza, alla “fragilità” di chi incontri.
Diventare “fragile” con chi lo è, mettersi nei suoi panni, provare la sua
condizione, portare la sua pena, e non solo. E’ non fargli pesare la propria
forza. E magari cedere, anche senza
comprenderle, alle sue ragioni. “
Altro frammento
di...misericordia.
“Qualche
giorno fa, s’era avviata una più che vivace discussione. Tra l’energico padre e
il figlio che voleva apparire “ribelle”. Ognuno insisteva per la propria parte.
Alla fine s’è intromessa la… ”misericordia”, la mamma. ”Cedi, abbi pazienza. Un
giorno capirà. Ma adesso usa “misericordia” verso chi non sente ragioni. Che la
tua “debolezza” sia più grande della sua “sicurezza” …”
Sì,
cedere può essere “misericordia” perché si fa carico della durezza di cuore e,
talvolta, anche di mente, di chi si vorrebbe aiutare; “misericordia” che
rimanda ad un altro tempo l’essere ascoltati; “misericordia” che rinvia quello
che vorrebbe ottenere, paziente e fiduciosa; “misericordia” che non s’impone
con la forza, anche se può apparire sconfitta. Ma crea comunione fraterna.
“Misericordia”
che Gesù stesso, uomo anche della fragilità, ha usato nei suoi incontri, nelle
parabole, per narrare la debolezza del Padre - materno che dà libertà,
porta nel cuore il figlio che se ne va, lo attende, gli corre incontro, lo
abbraccia…; la debolezza del Padre che esce a “pregare” l’altro figlio di non
tenere il broncio al fratello…Padre fragile, debole? Padre “misericordioso”,
forte! “Misericordia” di quel figlio,
in altra parabola, che dopo aver risposto picche al padre, ne esaudisce i
desideri. Figlio debole, immaturo? Figlio “misericordioso”, già ricco di pietà!
Carissimi, la
misericordia è non una virtù naturale, che dipende dal carattere di ciascuno.
Chi è più buono sarebbe più misericordioso di un altro. Piuttosto si tratta di
una disposizione interiore che s’impara e matura stando insieme a Gesù! Vorrei
andare alla Sua scuola con la mia fragilità e debolezza, con voi miei compagni
preferiti (sono disposto a portarvi… la cartella o lo zainetto!) Che ne dite?
Ciao.
Don
Francesco
Gesù,
i limiti miei li conosco e li porto, gli errori che commetto li vedono gli
altri e li patiscono, i miei peccati li sai solamente tu e li dimentichi perché
sei il volto del Padre buono. La “fragilità” che mi appartiene è anche la tua,
ed è il campo in cui Dio semina, e con
me, far crescere la misericordia. Mi fa amabile perché figlio già amato; mi fa
amante perché fratello tuo. Che nella mia, come in ogni casa, il raccolto
d’amore sia abbondante. Per tutti! Amen
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