martedì 22 marzo 2016

OMELIA


5° Quaresima C – 13.03.2016

- Isaia 43,16-21
- Giovanni 8,1-11

M’incuriosisce il gesto di Gesù : scrive per terra…. Gesù non ha lasciato nulla di scritto, ma ha scritto per terra una volta… cosa avrà scritto? La curiosità rimane.
Penso abbia scritto una sola parola… in quella circostanza… quando una donna sorpresa a tradire il marito, ad intendersela con altri viene trascinata davanti a Gesù…. I difensori della Legge avrebbero dovuto condurvi a anche l’uomo, ma, cosa volte, sempre la donna che paga.
-Visto il suo atteggiamento e come è andata a finire la cosa, la parola scritta è stata “misericordia”
“Misericordia” scritta sulla terra, come a dire che umanità, impastata di debolezza e bellezza ha bisogno di misericordia, che l’umanità che vuole essere giusta ha bisogno di misericordia.

- La Misericordia non va mai contro qualcuno, né contro la legge. Sempre “va oltre”: oltre alla cose vecchie, oltre ciò che è stato, oltre, non contro la giustizia, oltre quello che è sbagliato, oltre quello che sembra o è buono, oltre le possibilità che crediamo di avere, oltre ogni resistenza, timore vergogna, paura, oltre l’interesse che vogliamo difendere… La misericordia “va oltre” e ci “porta oltre”. Chi va contro qualcuno o qualcosa non fa molta strada, lì si ferma.
Andare oltre è fare una cosa nuova o farla diventare nuova, e un arido deserto diventa un florido giardino (cfr. la promessa di Dio nella prima lettura).

- La misericordia è paterna, materna tenerezza, come quella del padre che corre incontro, abbraccia, rialza, il figlio che torna a casa lacero e mendicante… Mala misericordia è anche coraggio, il coraggio che Gesù ha manifestato: nel sostenere la provocazione degli avversari… nell’andare oltre la legge e la mentalità che essa aveva pietrificato…nell’indurli a farsi l’esame di coscienza… nel rivolgersi con delicatezza alla donna senza giudicarla e, invece, incoraggiarla (“neanch’io ti condanno. Va’ e non peccare più”). Non più quello che è stato, ma ciò che davanti che ora conta. Questo fa il perdono: un nuovo credito di fiducia e amore.

- L’immagine più bella di questo fatto che dice la bellezza della misericordia, è “il mattino”, il momento quando tutto questo accade. La misericordia è un nuovo mattino, è un nuova alba, è l’inizio di un nuovo giorno. Quando noi riceviamo ed esercitiamo la misericordia, il perdono, s’inizia di nuovo a vivere. Ti toglie la pietra dalle mani, ti toglie la pietra dal cuore. “Non pensate più alle cose passate, ora germoglia una cosa nuova”. Non conta più la notte che è stata con i suoi tradimenti; abbiamo davanti un giorno nuovo, una nuova opportunità di vita.

Potrebbe diventare un rito del mattino, quello di un gesto di misericordia con cui ci accogliamo, ci salutiamo, ci incoraggiamo per la giornata che ci attende. Al mattino: caffè, con una “zolletta di ... misericordia”!



















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