5° Quaresima C – 13.03.2016
- Isaia 43,16-21
- Giovanni 8,1-11
M’incuriosisce il gesto di Gesù : scrive per terra….
Gesù non ha lasciato nulla di scritto, ma ha scritto per terra una volta… cosa
avrà scritto? La curiosità rimane.
Penso abbia scritto una sola parola… in quella
circostanza… quando una donna sorpresa a tradire il marito, ad intendersela con
altri viene trascinata davanti a Gesù…. I difensori della Legge avrebbero
dovuto condurvi a anche l’uomo, ma, cosa volte, sempre la donna che paga.
-Visto il suo atteggiamento e come è andata a finire
la cosa, la parola scritta è stata “misericordia”
“Misericordia” scritta sulla terra, come a dire che
umanità, impastata di debolezza e bellezza ha bisogno di misericordia, che
l’umanità che vuole essere giusta ha bisogno di misericordia.
- La Misericordia non va mai contro qualcuno, né
contro la legge. Sempre “va oltre”: oltre alla cose vecchie, oltre ciò che è
stato, oltre, non contro la giustizia, oltre quello che è sbagliato, oltre
quello che sembra o è buono, oltre le possibilità che crediamo di avere, oltre
ogni resistenza, timore vergogna, paura, oltre l’interesse che vogliamo
difendere… La misericordia “va oltre” e ci “porta oltre”. Chi va contro
qualcuno o qualcosa non fa molta strada, lì si ferma.
Andare oltre è fare una cosa nuova o farla diventare
nuova, e un arido deserto diventa un florido giardino (cfr. la promessa di Dio
nella prima lettura).
- La misericordia è paterna, materna tenerezza, come
quella del padre che corre incontro, abbraccia, rialza, il figlio che torna a
casa lacero e mendicante… Mala misericordia è anche coraggio, il coraggio che
Gesù ha manifestato: nel sostenere la provocazione degli avversari… nell’andare
oltre la legge e la mentalità che essa aveva pietrificato…nell’indurli a farsi
l’esame di coscienza… nel rivolgersi con delicatezza alla donna senza
giudicarla e, invece, incoraggiarla (“neanch’io ti condanno. Va’ e non
peccare più”). Non più quello che è stato, ma ciò che davanti che ora
conta. Questo fa il perdono: un nuovo credito di fiducia e amore.
- L’immagine più bella di questo fatto che dice la
bellezza della misericordia, è “il mattino”, il momento quando tutto questo
accade. La misericordia è un nuovo mattino, è un nuova alba, è l’inizio di un
nuovo giorno. Quando noi riceviamo ed esercitiamo la misericordia, il perdono,
s’inizia di nuovo a vivere. Ti toglie la pietra dalle mani, ti toglie la pietra
dal cuore. “Non pensate più alle cose passate, ora germoglia una cosa
nuova”. Non conta più la notte che è stata con i suoi tradimenti; abbiamo
davanti un giorno nuovo, una nuova opportunità di vita.
Potrebbe
diventare un rito del mattino, quello di un gesto di misericordia con cui ci
accogliamo, ci salutiamo, ci incoraggiamo per la giornata che ci attende. Al
mattino: caffè, con una “zolletta di ... misericordia”!
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