venerdì 9 dicembre 2016

IL SOGNO di DIO - 2°



LA TERRA SI PREPARA ALL’ INCARNAZIONE : ISRAELE

Se l’Incarnazione è un’iniziativa del cielo, e viene dal “sogno” di Dio, questo “sogno” incrocia la terra; è sulla terra che trova la sua realizzazione, la sua concretizzazione; sulla terra prende “corpo”.

E non sulla terra in modo generico, casuale, ma in un momento preciso, “la pienezza dei tempi”, e in un posto, ben definito; in un popolo, tra molti, e più evoluti di esso, comincia a manifestarsi.
Il perché Dio abbia scelto quel luogo, quel popolo, quelle persone, che non conosciamo come il Medi Oriente, l’Israele e i vari personaggi che ne hanno accompagnato la storia, a noi non è dato di capirlo. La scelta è nella piena libertà con cui Dio si muove, e non per capriccio, ma per dare un segno. Forse perché era trai più piccoli. Tutto sta nella cuore nella mente di Dio.

Questa modalità di agire di Dio vale anche per noi, per me. Ed è legittima la domanda, ma senza chiedere o pretendere la risposta: poiché egli vuole portare avanti la storia della salvezza, cioè del suo amore e realizzare il sogno di beatitudine che ha in cuore per tutti, proprio attraverso anche me, noi, la nostra famiglia….per quanto poveri, piccoli siamo.Mi basta, Signore, la tua chiamata; conoscere quello che tu vuoi è già…”beatitudine”.

Così dopo il cielo, e quando il cielo si è mosso, è coinvolta la terra, la storia degli uomini con quanto o in mezzo a quanto vi accade, pace, guerre, migrazioni, lotte, carestie, sete di giustizia e soprusi, infedeltà, tradimenti, amicizia… Insomma tutto quello che fa parte del campionario dell’umanità, e in special modo di un popolo in particolare, Issale, che poi coinvolgerà anche gli altri.

La storia ed il cammino di Israele sarà come il “roveto ardente” che aveva richiamato l’attenzione di Mosè e dal quale è come dipartita la storia di liberazione e salvezza, o ripartita, ricordando che già Abramo e i patriarchi Isacco e Giacobbe erano stati scelti e chiamati ad esserne gli iniziatori.
La storia e il cammino di questo popolo e di questi uomini e donne, poiché accanto ad Abramo, Isacco, Giacobbe ci furono le loro donne e spose ( Sara Agar Rebecca Lia Rachele), hanno aperto la via al cristianesimo che avrebbe messo il suo primo vagito con la nascita di Cristo Gesù.

Con Abramo, padre nella fede, è iniziata una nuova rivelazione e conoscenza di Dio.
Mosè è stato il grande legislatore nel formare da una massa di invidi e tribù il popolo di Dio che aveva il compito di manifestare Dio al mondo. Davide, re e cantore spirituale ha consolidato, pur non esente da debolezze, questo popolo. E poi gli altri: Elia, il profeta di fuoco, che anticipa Giovanni il Battista, e gli altri profeti, uomini di Dio. Tra costoro spicca , in questo tempo di Avvento, Isaia, della cui parola è pine la liturgia e la preghiera della Chiesa in queste settimane. Isaia annunci più di tutti la venuta del Messia, l’Incarnazione e la Redenzione, la sua missione di servo, cioè di Colui che liberà e dà la vita per la salvezza dei fratelli.

Anche noi, abbiamo il nostro compito. Anch’io sono chiamato a  collaborare alla realizzazione del sogno di Dio. Forse vorremmo averne una visione più allargata, completa. Mentre, invece, a noi è dato di vivere qui, il momento presente, il frammento di storia che è la nostra esistenza,e per di più in modo nascosto, umile. Siamo un anello della fedeltà di Dio al suo progetto. Quello che io oggi vivo serva, Signore, ad esso!

La storia ed il cammino di Israele non sono stati esenti da debolezze, cadute, vere miserie… Molte persone che ne hanno fatto parte si allontanarono da Dio voltandogli le spalle (Isaia 25,6). Il loro cuore si raffreddò nei confronti di Dio, nonostante tutte le apparenze di pietà e religiosità, manifestazioni esteriori. Lo citerà anche Gesù: “questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me”.
Il popolo non ha saputo trarre giovamento dalle promesse di Dio.

E’ un avvertimento che ci riguarda, riguarda anche me. Con tutte le attenzioni e premure di Dio, il nostro cuore è diventato superficiale, conosce l’orgoglio, si sente grande…Il sogno di Dio chiede verità e umiltà! Il percorso che porta all’ incontro con Lui non è fatto di gesti religiosi ulteriori ma di “frutti di conversione” (cfr Matteo 3,1-12: vangelo seconda avvento A). Signore,abbi pietà di me; che io accolga il perdono che mi offri poiché, a fronte della mia miseria, continua la tua misericordia! 









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