mercoledì 21 dicembre 2016

IL SOGNO di DIO - 4°

 
LA TERRA SI PREPARA ALL’ INCARNAZIONE :  MARIA

L’iniziativa dell’ incarnazione parte dal cielo, si riversa sulla terra, e avvolge la storia umana, un popolo, delle persone di questo e non, ma soprattutto una “terra” che ha nome Maria! Un’umanità, un donna, di nome Maria! “Ave a te, o piena di grazia…non temere perché hai trovato grazia presso Dio” (Lc 1,28.30).
E così, dopo secoli di silenzio e di attesa, Dio incontra e viene ad abitare l’umanità in modo insolito, indescrivibile.Tutte le promesse di Dio, quella fatte ad Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè, Davide, i profeti – sono giunte ad un passo del compimento. Dio ora ha scelto questa giovane “terra” per realizzare tutta la gioia che aveva tenuto in serbo per l’umanità fin dalla fondazione del mondo.

E’ stato detto che Dio non esaudisce tutti i nostri desideri, ma mantiene tutte le sue promesse. Ed ora ne abbiamo un esempio, una conferma. Anch’io sono una “promessa” di bene per il mondo in cui sono nato e posto o vivo. Certamente “la grazia di Dio” qui mi ha chiamato e condotto, in questa casa, in questa comunità, in questo angolo di “terra”. Non temo affatto di essere… fuori posto.

Dopo l’iniziale timore, Maria accolse la proposta di Dio. Nel suo grembo – come in un solco profondo, sicuro, caldo della “terra” – verrà colui nel quale Dio “ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi ed immacolati di fronte a lui nella carità” (Ef 1,4). Sempre siamo rimandati al cielo, cioè all’amore e alla volontà d’amore di Dio!

L’incarnazione in me – poiché questo prodigio continua – è opera dello Spirito Santo. A me il compito di offrire accoglienza, dimora, dare “carne umana” al figlio di Dio che Gesù è, e che io divento! Il “solco” che riceve tale seme non sempre è pacifico, facile, pronto… Forse c’è bisogno di un intervento dall’alto, di un “lavoro” che la provvidenza predispone. Non sarà la mia santità che attira il progetto di Dio, ma il mio bisogno di essere risanato e guarito. Dio non predilige e non va sempre in un bel… giardino, in un terreno di sicuro fecondo, ma ama rendere fecondo ogni terreno che egli sceglie e da cui è accolto, un bel giardino, una bella dimora dove vuole incarnarsi!

L’angelo consegnò a Maria – come fece poi con Giuseppe -  il nome promesso, “Gesù”, che indica la salvezza del mondo. “Dio salva” perché “Dio ama”. Il profeta Isaia aveva annunciato che fin dal grembo materno quel nome sarebbe stato pronunciato. “Il Signore dal seno materno mi ha chiamato, fin dal grembo di mia madre ha detto il mio nome” (Is 49,1). E’ un nome di amore di speranza! Maria, questa terra benedetta, e Giuseppe, custode e terra pure lui, offriranno ospitalità, confermeranno questo “nome”.

“Fin dal grembo di mia madre, Dio ha pronunciato il mio nome”. Che bello, prima ancora dei miei genitori, Dio, non solo mi conosceva, ma mi ha affidato un compito, che è sempre di buon augurio,di salvezza, di bene per il mondo. E se anche può essere strano, o non ritrovarsi nel calendario, il mio nome è sempre quello di… Gesù!

Maria apparteneva a Dio, terra del cielo, ed era terra… nostra. Lo è ancora! E’il vanto del genere umano la donna. Ogni donna. In questa “terra” l’umano e il divino si sposano a meraviglia. E’ meraviglia! Un figlio nuovo per l’umanità che da quel figlio è fatta tutta nuova! Un’umanità la cui patria è il cielo, cioè Dio per l’eternità, e la cui stirpe era quella di Suo Figlio, l’Altissimo, grande!
Maria concepì il Figlio di Dio, ma in lei fu l’umanità intera …benedetta! La Vergine lo ospitò per nove mesi, l’umanità, questa “terra” sarà la sua casa per sempre. Egli è infatti nostro figlio,secondo la profezia. “Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio” (Is. 9,5).

Questo figlio di Dio è anche mio figlio; affidato a me, in me deve crescere; è anche mio fratello ed io con lui voglio crescere. Così l’umanità che scorre sulla terra è una estensione del cielo, cioè di Dio. Nel contempo è quella “gravidanza” che solamente nell’eternità si compirà in pienezza di vita e felicità. Quello che io sarò, quello che noi saremo un giorno, è germinato dall’eternità; si sviluppa e matura nel tempo che ci è dato, e ritornerà nell’eternità. Tutto è partito dal cielo, dall’amore, vive d’amore e ritorna all’amore!










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