Genesi 13,2.5-18 e Matteo 7,6.12-14.
Nella spartizione della
terra Abramo lascia che il nipote Lot scelga per sé la parte migliore -
"un luogo irrigato da ogni parte come il giardino del Signore" -;
mentre per la sua gente e ste stesso Abramo "si stabilì nella terra di
Canaan", che non era certo un paradiso...."uomini malvagi e peccatori
contro il Signore", nemici, ostilità, incertezze....
"Stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita... ".
A volte recriminiamo sulle situazioni che ci tocca accettare per vivere in pace. E non vi riusciamo! Vorremmo più calma, tranquillità, serenità, un po' di benessere, goderci le cose belle della vita...E, invece, non abbiamo pace, problemi e difficoltà ci assillano, ansie e angusti ci tengono prigionieri... E, inoltre la "malvagità ", la violenza, l'irrisione, la derisione, sono di casa presso di noi e contro di noi, contro Dio.
Non potrebbe essere questa "la porta stretta che conduce alla vita"? Con la custodia e la difesa - con mitezza e fermezza - di quanto ci è più caro, perché non lo "calpestino"....
I tempi, come la "terra" di Abramo nella quale questi è condotto e sostenuto da Dio, si rivelano "ostili"... al vangelo, a Gesù, ma anche sempre ricchi di grazia e benedizione....
Come Abramo costruiamo "un altare al Signore". È il nostro cuore, la nostra vita, il luogo dove Egli, accogliendo la nostra povera offerta, fa comunione con noi.
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Genesi 12,1-9 e Matteo 7, 1-5.
"... ti benediro'... possa tu essere una benedizione... ".
La benedizione è una "elezione"; chi la riceve, chi la chiede, deve
sapere che è "un essere scelto e chiamato, voluto, amato". Un essere a
disposizione, un affidarsi a Dio perché realizzi il suo progetto
d'amore; e non un comodo voler evitare o sottrarsi alle varie
vicissitudini.
Essere sotto la benedizione di Dio è : percorrere il proprio cammino sotto la sua mano che protegge, confidando nel fatto che in noi Dio crea, pur nelle prove o proprio per mezzi delle prove e necessità a motivo delle quali chiediamo di essere benedetti, sì, crea qualcosa di nuovo e volge a buon fine la nostra storia.
"... possa tu essere una benedizione... ". Possa tu diventare sorgente di "fresca" benedizione per gli altri, possa tu fare del bene a loro!
Benedire è "coprire d'amore"... non tanto o semplicemente togliere dalla disgrazia, dalle difficoltà che stanno affliggendo....
Sono chiamato a benedire! Ecco qua: "Non giudicate... non guardare la pagliuzza... togli la trave dal tuo occhio". Accogli la "benedizione"che ti libera e ti guarisce e allora sarai benedizione per gli altri.
Benedire è non giudicare, ma soccorrere.
"Coprire d'amore" con un segno, un gesto, una parola, una preghiera....
================
Matteo 10, 26-33 :
"Non abbiate paura degli uomini... che uccidono il corpo ".
È nostra la paura di "rivelare", annunciare quello che portiamo dentro come amici e discepoli di Gesù; la paura di manifestare la nostra fede in Lui, di far conoscere il suo "vangelo", la buona notizia con la parola e la vita, apertamente.
Essere sotto la benedizione di Dio è : percorrere il proprio cammino sotto la sua mano che protegge, confidando nel fatto che in noi Dio crea, pur nelle prove o proprio per mezzi delle prove e necessità a motivo delle quali chiediamo di essere benedetti, sì, crea qualcosa di nuovo e volge a buon fine la nostra storia.
"... possa tu essere una benedizione... ". Possa tu diventare sorgente di "fresca" benedizione per gli altri, possa tu fare del bene a loro!
Benedire è "coprire d'amore"... non tanto o semplicemente togliere dalla disgrazia, dalle difficoltà che stanno affliggendo....
Sono chiamato a benedire! Ecco qua: "Non giudicate... non guardare la pagliuzza... togli la trave dal tuo occhio". Accogli la "benedizione"che ti libera e ti guarisce e allora sarai benedizione per gli altri.
Benedire è non giudicare, ma soccorrere.
"Coprire d'amore" con un segno, un gesto, una parola, una preghiera....
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Matteo 10, 26-33 :
"Non abbiate paura degli uomini... che uccidono il corpo ".
È nostra la paura di "rivelare", annunciare quello che portiamo dentro come amici e discepoli di Gesù; la paura di manifestare la nostra fede in Lui, di far conoscere il suo "vangelo", la buona notizia con la parola e la vita, apertamente.
"Abbiate paura di chi fa perire e l'anima e il corpo". Sì, dobbiamo e
vogliamo aver paura di chi ci ruba la gioia di vivere, di chi ci
avvelena e ci distrugge l'esistenza.
Poteri economici, politici, interessi di parte... vorrebbero rubarci "l'anima" oltre che recare danno al corpo. Dobbiamo aver paura, non possiamo non essere attenti e presenti, agire con coscienza e responsabilità.
Quand' anche le cose non fossero di facile soluzione, e, anzi, sembra che chi fa il male e opera nelle tenebre l'abbia vinta, non dimentichiamo : "non abbiate paura, voi valete più di molti passeri"... Dio rimane accanto a noi. Il Padre è lì nelle nostre prove, Il Signore è con noi nelle nostre sconfitte; e nella sofferenza, nelle nostre "cadute" è Gesù a soffrire con noi, in noi. E il Padre non rimarrà a guardare i suoi figli e ci aiuterà a vincere, cioè a "portare" ogni nostra paura.
È "la buona notizia" che fa dell' umana e comprensibile paura luogo di fiducia e gratitudine perché già ci ha soccorso l'Amore più forte di ogni "tenebra", colpo avverso, caduta. Chi cade come un passero caro a Dio, cade nelle sue mani, e queste, amorevoli, sapranno curarlo e lanciarlo ancora nel suo più bel volo.
"Non abbiamo paura... ancora voleremo".
====================
Sacratissimo Cuore di Gesù.
Matteo 11, 25-30.
"Ti rendo lode, Padre... Tutto è stato dato a me dal Padre mio... Venite a me... ".
"Fonte di ogni consolazione". Tra le varie invocazioni al Cuore di Gesù è quella che, in questo momento, mi tocca più di tutte. "Consolazione" non è sinonimo di triste rassegnazione o passiva sopportazione, quanto, piuttosto, di "lotta", "difesa", come è proprio dello Spirito Paraclito, appunto il "difensore" da tutto ciò o da chi vuole distruggere in me l'opera bella di Dio. Chi è "consolato" non rimane in disparte, incerto, triste, passivo. È deciso nella "lotta", nel combattere "la buona battaglia" della fede e della vita. Non c'è nulla di melenso o sdolcinato nel cuore... di Gesù e nostro! L'amore che vi sgorga è forte nella sua "mitezza e umiltà "!
Il Cuore di Gesù è "fonte"- non "scrigno chiuso"- poiché da esso sgorga con abbondanza inesauribile Amore fresco e limpido, che a sua volta riceve dal Padre. È un cuore in cui c'è lode e riconoscenza verso il Padre. Il Figlio sa che l'amore gli è dato e non cessa di cantarlo. Gli è dato per "rivelarlo"e riversarlo sui fratelli; su coloro che sono "stanchi e oppressi", provati nel corpo e nell'animo.
"Venite a me! " Il "cuore", "mite e umile" non trattiene per sé, ma fa scorrere la linfa della vita. "Prendete il mio giogo sopra di voi... Prendete il mio "cuore" in voi.... Voi siete nel mio".
Poteri economici, politici, interessi di parte... vorrebbero rubarci "l'anima" oltre che recare danno al corpo. Dobbiamo aver paura, non possiamo non essere attenti e presenti, agire con coscienza e responsabilità.
Quand' anche le cose non fossero di facile soluzione, e, anzi, sembra che chi fa il male e opera nelle tenebre l'abbia vinta, non dimentichiamo : "non abbiate paura, voi valete più di molti passeri"... Dio rimane accanto a noi. Il Padre è lì nelle nostre prove, Il Signore è con noi nelle nostre sconfitte; e nella sofferenza, nelle nostre "cadute" è Gesù a soffrire con noi, in noi. E il Padre non rimarrà a guardare i suoi figli e ci aiuterà a vincere, cioè a "portare" ogni nostra paura.
È "la buona notizia" che fa dell' umana e comprensibile paura luogo di fiducia e gratitudine perché già ci ha soccorso l'Amore più forte di ogni "tenebra", colpo avverso, caduta. Chi cade come un passero caro a Dio, cade nelle sue mani, e queste, amorevoli, sapranno curarlo e lanciarlo ancora nel suo più bel volo.
"Non abbiamo paura... ancora voleremo".
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Sacratissimo Cuore di Gesù.
Matteo 11, 25-30.
"Ti rendo lode, Padre... Tutto è stato dato a me dal Padre mio... Venite a me... ".
"Fonte di ogni consolazione". Tra le varie invocazioni al Cuore di Gesù è quella che, in questo momento, mi tocca più di tutte. "Consolazione" non è sinonimo di triste rassegnazione o passiva sopportazione, quanto, piuttosto, di "lotta", "difesa", come è proprio dello Spirito Paraclito, appunto il "difensore" da tutto ciò o da chi vuole distruggere in me l'opera bella di Dio. Chi è "consolato" non rimane in disparte, incerto, triste, passivo. È deciso nella "lotta", nel combattere "la buona battaglia" della fede e della vita. Non c'è nulla di melenso o sdolcinato nel cuore... di Gesù e nostro! L'amore che vi sgorga è forte nella sua "mitezza e umiltà "!
Il Cuore di Gesù è "fonte"- non "scrigno chiuso"- poiché da esso sgorga con abbondanza inesauribile Amore fresco e limpido, che a sua volta riceve dal Padre. È un cuore in cui c'è lode e riconoscenza verso il Padre. Il Figlio sa che l'amore gli è dato e non cessa di cantarlo. Gli è dato per "rivelarlo"e riversarlo sui fratelli; su coloro che sono "stanchi e oppressi", provati nel corpo e nell'animo.
"Venite a me! " Il "cuore", "mite e umile" non trattiene per sé, ma fa scorrere la linfa della vita. "Prendete il mio giogo sopra di voi... Prendete il mio "cuore" in voi.... Voi siete nel mio".
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