domenica 2 settembre 2018

BRICIOLE di PAROLA
...nell'omelia


Domenica 22° B – 02/09/2018
- Deuteronomio 4,1-2.6-8
- Giacomo 1,18-27
- Marco 7,1-8.14-15.21-23

Non vogliamo essere credenti e cristiani a parole, e con la lingua, ma con i fatti e nella verità, nella concretezza della vita e nella “bontà” del cuore!
Non ci possono bastare i buoni proposti, le pie intenzioni; men che meno l’attaccamento alle “tradizioni degli uomini”.
 
“Mettere in pratica”, è il forte invito che la Parola del Signore oggi ci rivolge attraverso le varie letture, sia nell’alleanza che Dio fa con il suo popolo, sia con le raccomandazioni molto chiare di Giacomo, sia con le parole decise dello stesso Gesù.
Uno degli inganni più frequenti, una delle cantonate più solenni che possiamo prendere è quella di ritenerci a posto, di considerarci bravi cristiani, di illudere così noi stessi. Allora ecco le parole dell’ apostolo Giacomo: “accogliete con docilità la Parola piantata in voi, e mettetela in pratica, non accontentatevi di essere ascoltatori!”
Rincara Gesù: “State bene attenti, voi che siete così ligi e puntuali osservanti di tante regole, precetti, adempimenti… che vi affannate per cose che avete stabilito voi, che seguite la vostra abitudine, tradizione, ma intanto trasgredite il comandamento di Dio che è l’amore”. E ricorda il monito del profeta Isaia. “Questo popolo mi onora con le labbra, ami il suo cuore è lontano da me”.
Legalismo, formalismo, moralismo, sono prodotti dagli uomini dalle labbra in movimento, mentre il nostro cuore è fermo alle tradizioni degli antichi. E’ morto, e può produrre solo opere di morte!

Le labbra o il cuore? Che cosa è più gradito a Dio? Qual è la scelta di campo di Gesù?
Gesù sceglie il cuore. Ma attenzione, il cuore che pulsa, batte, vive nella verità, che è l’amore! Perché, purtroppo, ci possono essere sono altre cose e interessi che lo occupano prevalentemente, e lo fanno orgoglioso, superbo, avido, invidioso, malevole…e inquinano.
Gesù mette in guardia proprio dall’inquinamento profondo dell’umanità, e noi che giustamente siamo preoccupati della salute e della qualità della vita, e ci diamo da fare per la salvaguardia dell’ambiente, dell’aria pura, dell’acqua limpida, dobbiamo curare maggiormente l’ecologia del cuore perché da lì, dal cuore “escono i propositi di male”. Prima di essere inquinata dai Pfas la nostra acqua è inquinata, avvelenato dall’avidità, dal potere dei soldi, da interessi non limpidi, dalla cattiva politica o irresponsabile amministrazione … Insomma da “tutte queste cose cattive”, le chiama Gesù. Purtroppo possiamo fare del cuore nostro una pattumiera o un cassonetto, la discarica dove buttiamo, senza raccolta differenziata, tanti nostri rifiuti e immondizie, che poi andiamo a riprendere, quasi volessimo riciclarle, e così si ritorcono contro di noi. E sono tutte contro l’amore, contro il prossimo. Vorrà ben dire qualcosa, no?

Il cuore è luogo di vangelo quando non si lascia legare da precetti di uomini, o inquinare da ciò che non è secondo Cristo. Si realizzi, piuttosto, per ciascuno e per tutti l’augurio che si legge nella Scrittura: le mie labbra parlino dell’abbondanza del mio cuore. Limpido!

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