...nellomelia
24° Domenica B –
16.09.2018
- Isaia 50,5-9 - Giacomo 2,14-18 - Marco 8,27-35
“Voi chi dite che io sia? Chi sono io per voi?”. Meglio ancora:
“Chi sono io per te?”. E, badate bene, non è possibile, non è giusto,
rispondere con le parole di altri, non vale. E poi Gesù non vuole! Lui ha
chiamato me, e attende da me la risposta.
Ma perché Gesù fa questa domanda?
Ha forse smarito la propria identità, e non sa più chi è? Vuol sondare la
propria popolarità? E’ una interrogazione per sapere se i suoi alunni stanno
imparando qualcosa? E’ un esame ai… maturandi?
Se la moglie o il marito si
chiedono l’un l’altro: “chi sono io per te?”.
Se un genitore chiede al figlio:
“chi sono io per te?”
Se la stessa domanda il figlio la
fa alla mamma e al papà: “chi sono io per voi”…
quale risposta s’attende?
Certo ci sono varie espressioni,
a volte funzionali: tu sei colei o colui che mi fa questo, quello…sei la mia
sposa/o, genitore, tu sei mio figlio/a, tu sei mio amico…Nessuno vuole o
s’accontenta di sentirsi dire: tu sei colui o colei che mi lavorare, tribolare,
mi dà da pensare….
Allora, perché Gesù fa quella
domanda?
Io penso che innanzitutto la
faccia perché vuole persone che si interrogano e che non vanno dietro al primo
venuto, o a chi incanta le folle, senza usare la propria testa e intelligenza.
Vuole discepoli che si fanno domande intelligenti sull’esistenza. Seguirlo non
significa avere risposte bell’e pronte, avere tutto chiaro, ma accettare che ci
siano poste delle domande, interrogativi, e non camminare nella superficialità,
senza usare la testa e il cuore nostri.
E poi per sentirsi dire: “tu sei
colui del quale ci fidiamo. Tu sei il
Cristo, il Messia, l’inviato di Dio tra noi”. E’ una premessa ad una
dichiarazione d’amore, anzi lo è già! Non è che ci sia molta comprensione da
parte nostra in questa risposta. Anche Pietro mostra di non aver le idee
chiare, anzi le sue sono sbagliate, perché vuole correggere Gesù. E si prende
un solenne rimprovero. Ma in lui sta crescendo l’amore per il Maestro, anche se
la debolezza farà capolino al momento della passione.
“Chi dite che io sia? Chi dici tu
che io sia? Non fermarti a quello che dice la gente, o che hai imparato una
volta a catechismo. “Chi sono io per te?” è richiesta di fiducia, è attesa di
una risposta di amore. Proprio come attendiamo avvenga nella nostre relazioni.
Una risposta che non può fermarsi
alla teoria che possiamo anche avere imparato, ma che deve passare alla pratica
nella nostra vita. In quale modo?
“Se qualcuno vuol venire dietro a me (vuol rispondere correttamente ),
rinneghi se stesso (non si metta al
centro del mondo), prenda la sua croce
(o, meglio, la mia via d’amore come sua) e
mi segua”.
Passare dalla teoria alla pratica:
“chi sono io per te?”. Lo domanda Gesù, lo domanda, ci ricorda bene l’apostolo
Giacomo, anche ogni fratello e sorella “senza vestiti e sprovvisti del cibo
quotidiano”. Che cosa rispondo?
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