martedì 2 ottobre 2018

BRICIOLE di PAROLA
...nell'omelia


26° Domenica B – 30.09.2018

- Marco 9,38-48
Gesù istruisce i suoi discepoli che mostrano di non comprendere la sua via. Che non ci sia comprensione lo si coglie dal lamento di Giovanni, uno dei più vicini a Gesù: “Abbiamo visto uno fare del bene nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva, non era dei nostri”.
E qui Gesù ci dice la prima buona parola: ci mette in guardia dall’ invidia, il peccato dei buoni, o di quelli che si ritengono tali, spesso intolleranti. Il tarlo dei buoni, dei fedeli, anche dei zelanti operatori del vangelo è nell’ invidia, nella gelosia, nel ritenersi esclusivi detentori del bene. 
Gesù, invece, riconosce, e chiede ai discepoli di fare altrettanto, il bene che possono fare anche coloro che non sono dei suoi; il bene che anche da costoro può essere fatto “in suo nome”, cioè con il suo amore, con un amore simile al suo.

La seconda parola buona di Gesù è nell’ apprezzare ed esortare a gesti semplici, “un bicchiere d’acqua nel mio nome”. Non è necessario trovare cose eclatanti, o campare scuse perché non sono capace o non ne ho occasione, basta poco con tanto amore che si manifesta nel riconoscere e soccorrere quelli che sono di Cristo, cioè i poveri. In un bicchiere d’acqua ci può essere un oceano d’amore, il vangelo.
La terza parola, buona, ci appare esagerata. Ma è un richiamo all’ onestà. Vuoi un mondo dove non ci siano furti, ruberie? Comincia dalla “tua” mano, non pensare che siano e sempre solo gli altri a rubare, “tagliala”, smetti di fare la tua parte. Vuoi un mondo dove non ci sia violenza, non si percorrano vie di odio e di sangue? Comincia dal “tuo” piede, mettiti sulla via del vangelo e non percorrere e non condurre altrui per strade sbagliate, “taglia il tuo piede” o cambia direzione. Vuoi un mondo più limpido, senza inganni, dove si abbia vista solamente per il bene? Comincia dal “tuo” occhio, che non sia avido, sospettoso, fermo soltanto sulle cose che non funzionano, giudice dai giudizi perversi, “gettalo via”, cambia sguardo e sia misericordioso, buono.
Il vangelo non ci vuole monchi, zoppi o “guerci”, con un occhio solo. Meglio due mani per abbracciare, per dare di più; meglio due piedi per camminare più decisi, svelti e spediti, e sostenere chi è incerto e cade; meglio due occhi per vedere tutte le meraviglie di Dio, per vedere il bene e i bisogni degli altri. 
Meglio, soprattutto, un cuore, non attaccato alle cose e inquinato dall’ avidità per le varie ricchezze, un cuore che pulsa come quello di Gesù, ama come Dio ama.



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