...nell'omelia
31° Domenica B – 04/11/2018
Deuteronomio 6,2-6 e Marco
12,28-34
Due…confezioni di amore in un
unico comandamento! No, non siamo al supermercato, né al discount! Non c’è
bisogno di comprare. Qui è solo un’offerta gratuita e abbondante di vita senza
corrispettivo da versare che non sia l’ascolto, come veniva raccomandato nella
prima lettura, e la saggezza che Gesù coglie nel suo interlocutore.
Due dosi di amore sono prescritte
per ritrovare la salute e ridarla al mondo; due dosi che devono essere miscelate
bene e assunte insieme per essere efficaci, come certe medicine.
Ecco: “Amerai il Signore tuo Dio
e amerai il tuo prossimo: Non c’è altro
comandamento più grande di questi”. Appunto due in uno! Nel dialogo si
parla di un “primo” a cui segue subito un “secondo”, ma poi entrambi
confluiscono nell’unico, come unico è Dio.
Ma come “amare Dio” e come “amare
il prossimo”?
Intanto l’amore è un progetto,
che ci viene consegnato, e al quale prestare ascolto, da tener fisso nel cuore.
Questa custodia è garante di vita e di felicità, come promettono le parole
della prima lettura.
Il verbo, poi, al futuro – “Amerai” – che anche Gesù ricorda rispondendo alla domanda che gli è stata
posta dallo scriba, dalla persona di cultura, diremmo oggi, che ha conoscenze
di dottrina e di teologia, non significa che tale progetto deve rimanere sulla
carta, deve attendere permessi e autorizzazioni; invecchiare nei pensieri, nelle fantasie, nelle
voglie superficiali, e mai si realizza, mai si procede a dargli corpo, concretezza.
Piuttosto rivela che l’amore non è mai finito, non è mai pieno, non è mai del
tutto compiuto se non quando si arriverà alla misura di Cristo, quella santità
che Dio ha pensato per ciascuno di noi e per cui ci ha creati; quando
arriveremo ad amare come Cristo ci ha amato. Ma intanto…
Come amare Dio? Senza misura! “Con tutto il tuo cuore, con tutta la tua
anima, con tutta la tua mente, con tutta la tua la forza”…Con tutta la tua persona,
affetti, progetti, passione, impegno…
Come “amare il prossimo”? “Come te stesso”. Sei tu la misura del
tuo amore verso gli altri. Se non riesci ad amare il tuo prossimo, a voler bene
a chi hai vicino o incontri ,o lo ami poco e male, forse questo ti vuol dire
che non stai amando neanche te stesso, non ti stai prendendo cura nemmeno della
tua persona, del tuo vero bene. C’è dell’egocentrismo quando miri a star bene
tu, in modo errato. Oppure, addirittura, egoismo quando rechi , con il tuo
comportamento, del male agli altri.
Alla fine Gesù riceve un
attestato di stima, quasi un bel voto, da parte di chi lo interroga sentendosi
da lui attratto: “hai detto bene, Maestro,
e secondo verità…”. In realtà è Gesù che promuove costui: “Non sei
lontano dal regno di Dio”….Bellissimo e gratificante il complimento di Gesù
che diventa incoraggiamento per un passo nuovo. Bella notizia, e insegnamento,
per noi. Sempre Gesù fa così. Parte da ciò che c’è di buono in una persona per
proporgli un ulteriore passo.
Amare Dio senza misura, amare il
prossimo come noi stessi. Come riuscirci? Nulla è impossibile a Dio, anche
perché, ci ricorda la lettera agli Ebrei, “Cristo
è sempre vivo per intercedere” per noi.
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