domenica 4 novembre 2018

BRICIOLE di PAROLA
...nell'omelia


31° Domenica B – 04/11/2018

Deuteronomio 6,2-6 e Marco 12,28-34

Due…confezioni di amore in un unico comandamento! No, non siamo al supermercato, né al discount! Non c’è bisogno di comprare. Qui è solo un’offerta gratuita e abbondante di vita senza corrispettivo da versare che non sia l’ascolto, come veniva raccomandato nella prima lettura, e la saggezza che Gesù coglie nel suo interlocutore.
Due dosi di amore sono prescritte per ritrovare la salute e ridarla al mondo; due dosi che devono essere miscelate bene e assunte insieme per essere efficaci, come certe medicine.

Ecco: “Amerai il Signore tuo Dio e amerai il tuo prossimo: Non c’è altro comandamento più grande di questi”. Appunto due in uno! Nel dialogo si parla di un “primo” a cui segue subito un “secondo”, ma poi entrambi confluiscono nell’unico, come unico è Dio.

Ma come “amare Dio” e come “amare il prossimo”?
Intanto l’amore è un progetto, che ci viene consegnato, e al quale prestare ascolto, da tener fisso nel cuore. Questa custodia è garante di vita e di felicità, come promettono le parole della prima lettura.

Il verbo, poi, al futuro – “Amerai” – che anche Gesù ricorda  rispondendo alla domanda che gli è stata posta dallo scriba, dalla persona di cultura, diremmo oggi, che ha conoscenze di dottrina e di teologia, non significa che tale progetto deve rimanere sulla carta, deve attendere permessi e autorizzazioni; invecchiare nei pensieri, nelle fantasie, nelle voglie superficiali, e mai si realizza, mai si procede a dargli corpo, concretezza. Piuttosto rivela che l’amore non è mai finito, non è mai pieno, non è mai del tutto compiuto se non quando si arriverà alla misura di Cristo, quella santità che Dio ha pensato per ciascuno di noi e per cui ci ha creati; quando arriveremo ad amare come Cristo ci ha amato. Ma intanto…

Come amare Dio? Senza misura! “Con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente, con tutta la tua la forza”…Con tutta la tua persona, affetti, progetti, passione, impegno…

Come “amare il prossimo”? “Come te stesso”. Sei tu la misura del tuo amore verso gli altri. Se non riesci ad amare il tuo prossimo, a voler bene a chi hai vicino o incontri ,o lo ami poco e male, forse questo ti vuol dire che non stai amando neanche te stesso, non ti stai prendendo cura nemmeno della tua persona, del tuo vero bene. C’è dell’egocentrismo quando miri a star bene tu, in modo errato. Oppure, addirittura, egoismo quando rechi , con il tuo comportamento, del male agli altri.

Alla fine Gesù riceve un attestato di stima, quasi un bel voto, da parte di chi lo interroga sentendosi da lui attratto: “hai detto bene, Maestro, e secondo verità…”. In realtà è Gesù che promuove costui: “Non sei lontano dal regno di Dio”….Bellissimo e gratificante il complimento di Gesù che diventa incoraggiamento per un passo nuovo. Bella notizia, e insegnamento, per noi. Sempre Gesù fa così. Parte da ciò che c’è di buono in una persona per proporgli un ulteriore passo.

Amare Dio senza misura, amare il prossimo come noi stessi. Come riuscirci? Nulla è impossibile a Dio, anche perché, ci ricorda la lettera agli Ebrei, “Cristo è sempre vivo per intercedere” per noi.


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