...nell'omelia
3° Avvento C – 16.12.2018
- Sofonia 3,14-17 - Filippesi 4,4,-7 - Luca3,10-18
“Deponi le vesti del lutto e del lamento”, così ci esortava domenica
scorsa la parola del Signore. Oggi è ancora più chiaro e forte l’invito:
“Rallegrati, grida di gioia, esulta e acclama con tutto il cuore”,
insiste il profeta. Anche Paolo, nella 2° lettura, è sulla stessa linea:
“siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti…la pace
custodirà i vostri cuori”.
La ragione? “Il Signore gioirà per te,
esulterà per te”. Il Signore gioisce per me, è contento per me, spera in
me, non a motivo della mia bravura o santità, ma per il suo amore e
misericordia. “Sta contento, dice il Signore, io sono felice per te e di
te”.
E avere qualcuno che mi dice: “Sai, sono proprio contento
di te, tu sei la mia gioia, tu mi fai tanto felice” è pure motivo della
mia gioia. Mi sento amato! E la vita cristiana è gioia di essere amati,
lo va ripetendo papa Francesco.
Allora «non temere, Sion, non
lasciarti cadere le braccia! Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un
salvatore potente. Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore,
esulterà per te con grida di gioia». Tutto questo dentro un orizzonte di
idolatria, di ingiustizia, di materialismo e abusi che intristiscono la
nostra esistenza.
Manifestiamo questa serenità interiore con la
nostra amabilità verso tutti come augura Paolo nel suo scritto. E noi
vogliamo convertirci a questo annuncio, a questa “bella notizia”.
Ci viene una domanda che non deve essere angosciante. “ Che cosa dobbiamo fare?”.
La parola concreta e precisa di Giovanni Battista, dal quale viene la forte esortazione alla conversione, ci dà qualche indicazione, qualche dritta.
Egli dice che non si tratta di fare cose strane o in più. “Voi che siete addetti alla tasse non spremete la gente mettendo tangenti a vostro interesse; e voi che avete in mano la forza, non approfittate del vostro ruolo per maltrattare, estorcere”.
La parola concreta e precisa di Giovanni Battista, dal quale viene la forte esortazione alla conversione, ci dà qualche indicazione, qualche dritta.
Egli dice che non si tratta di fare cose strane o in più. “Voi che siete addetti alla tasse non spremete la gente mettendo tangenti a vostro interesse; e voi che avete in mano la forza, non approfittate del vostro ruolo per maltrattare, estorcere”.
A noi
che siamo cristiani quotidiani potrebbe dire “fate bene le cose di ogni
giorno”: se siete sposi e genitori, siate fedeli nel matrimonio e
capaci di ascoltare i figli; se siete lavoratori, fate una vita
professionale onesta e seria pensando che il frutto del lavoro può
essere fonte di solidarietà e carità…
E così, cristiani quotidiani, diventiamo motivo di gioia anche per gli altri, per tutti, e mostriamo che davvero è in mezzo a noi Dio.
E così, cristiani quotidiani, diventiamo motivo di gioia anche per gli altri, per tutti, e mostriamo che davvero è in mezzo a noi Dio.
Nelle risposte di
Giovanni Battista a questa domanda non c’è nulla che riguardi la
religione, nulla che riguardi il culto. Non dice “andate di più al
tempio, portate delle offerte, pregate di più”, ma suggerisce
atteggiamenti di giustizia, di solidarietà, di condivisione nei
confronti dell’uomo. Se vogliamo veramente corrispondere a Dio in modo
gradito a Lui, dobbiamo avere a che fare con l’uomo.
Manca poco
più di una settimana al Natale del Signore, che si rallegra per noi
perché ci vuole bene. Rassereniamo il nostro animo e la nostra mente .
Se qualcosa ancora ci inquieta, raccogliamo questo invito: “Non temere,
non lasciarti cadere le braccia…il Signore è vicino”.
Nessun commento:
Posta un commento