domenica 16 dicembre 2018

BRICIOLE di PAROLA
...nell'omelia

 3° Avvento C – 16.12.2018

- Sofonia 3,14-17 - Filippesi 4,4,-7 - Luca3,10-18

“Deponi le vesti del lutto e del lamento”, così ci esortava domenica scorsa la parola del Signore. Oggi è ancora più chiaro e forte l’invito: “Rallegrati, grida di gioia, esulta e acclama con tutto il cuore”, insiste il profeta. Anche Paolo, nella 2° lettura, è sulla stessa linea: “siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti…la pace custodirà i vostri cuori”.
 
La ragione? “Il Signore gioirà per te, esulterà per te”. Il Signore gioisce per me, è contento per me, spera in me, non a motivo della mia bravura o santità, ma per il suo amore e misericordia. “Sta contento, dice il Signore, io sono felice per te e di te”.
E avere qualcuno che mi dice: “Sai, sono proprio contento di te, tu sei la mia gioia, tu mi fai tanto felice” è pure motivo della mia gioia. Mi sento amato! E la vita cristiana è gioia di essere amati, lo va ripetendo papa Francesco.
 
Allora «non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia! Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente. Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia». Tutto questo dentro un orizzonte di idolatria, di ingiustizia, di materialismo e abusi che intristiscono la nostra esistenza.
Manifestiamo questa serenità interiore con la nostra amabilità verso tutti come augura Paolo nel suo scritto. E noi vogliamo convertirci a questo annuncio, a questa “bella notizia”.

Ci viene una domanda che non deve essere angosciante. “ Che cosa dobbiamo fare?”.
La parola concreta e precisa di Giovanni Battista, dal quale viene la forte esortazione alla conversione, ci dà qualche indicazione, qualche dritta.
Egli dice che non si tratta di fare cose strane o in più. “Voi che siete addetti alla tasse non spremete la gente mettendo tangenti a vostro interesse; e voi che avete in mano la forza, non approfittate del vostro ruolo per maltrattare, estorcere”.
 
A noi che siamo cristiani quotidiani potrebbe dire “fate bene le cose di ogni giorno”: se siete sposi e genitori, siate fedeli nel matrimonio e capaci di ascoltare i figli; se siete lavoratori, fate una vita professionale onesta e seria pensando che il frutto del lavoro può essere fonte di solidarietà e carità…
E così, cristiani quotidiani, diventiamo motivo di gioia anche per gli altri, per tutti, e mostriamo che davvero è in mezzo a noi Dio.

Nelle risposte di Giovanni Battista a questa domanda non c’è nulla che riguardi la religione, nulla che riguardi il culto. Non dice “andate di più al tempio, portate delle offerte, pregate di più”, ma suggerisce atteggiamenti di giustizia, di solidarietà, di condivisione nei confronti dell’uomo. Se vogliamo veramente corrispondere a Dio in modo gradito a Lui, dobbiamo avere a che fare con l’uomo.

Manca poco più di una settimana al Natale del Signore, che si rallegra per noi perché ci vuole bene. Rassereniamo il nostro animo e la nostra mente . Se qualcosa ancora ci inquieta, raccogliamo questo invito: “Non temere, non lasciarti cadere le braccia…il Signore è vicino”.




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