lunedì 22 luglio 2019

BRICIOLE di PAROLA
...nell'omelia


16° Domenica C – 21.07.2019

- Genesi 18,1-10 - Luca 10,38-42

Il Signore ci visita . Scende sulla nostra strada e si fa Buon Samaritano. Come la parabola che abbiamo ascoltato domenica scorsa. Solo che, dopo la strada che da Gerusalemme conduceva a Gerico ecco la tenda di Abramo (prima lettura) e la casa di Marta e Maria (vangelo), altri di luoghi che sanno di affetti, di accoglienza, di servizio. Lì il Signore ci visita: nei tre personaggi misteriosi che accedono alla tenda, in Gesù, ospite nella casa degli amici.

In ogni luogo viene data buona notizia. Ad Abramo , la promessa: Sara avrà un figlio! Ma anche nella casa delle due donne non manca, perché c’è “la parte migliore”, che è la presenza stessa di Gesù.
Se il Signore ci visita, ovunque siamo,  viene a noi, noi come lo accogliamo? Notiamo che nella Parola di Dio di questa domenica figurano ben tre donne. Il Signore ha qualcosa da dirci quando viene a noi, e magari lo fa attraverso queste tre donne.

Sara, la moglie di Abramo, accoglie Dio “di riflesso”, dapprima è coinvolta quasi per caso, in sordina, ma poi sarà chiamata in causa. Non è suo compito accogliere lo sconosciuto che arriva, ma ne riceve la benedizione. Come a dire che a volte il Signore ci tocca, ci fa del bene, anche se non lo riconosciamo. Per qualche misterioso progetto che ha in mente, non ci lascia in disparte, non si dimentica di noi. Anche chi è in periferia gode della Sua attenzione .

Marta, è l’eccesso della generosità, apprezzata certamente dall’ospite, ma pure benevolmente richiamata.
Al Signore fa piacere che per lui ci sia da fare; infatti corriamo a destra e sinistra, ci impegniamo in questa attività, in quel servizio, non stiamo mai  o poco fermi… prepariamo  tante cose e che ci affanniamo tanto!  Ma egli, in questo breve scambio con Marta, ci fa sapere che prima del nostro dare, gli sta a cuore che gli mostriamo il nostro affetto. Ci sono due bisogni elementari per vivere: bisogno di cibo e di affetto. Gesù attende il primo, ma anche il secondo.

Maria riserva a Gesù un’accoglienza innamorata, a fronte di Marta, accoglienza indaffarata ( quella di Sara era…inaspettata). Maria alle cose privilegia la persona di Gesù, che ha bisogno di affetto, di essere ascoltato (un po’ come succede nelle nostre famiglie!).  Lui è la “parte migliore” che si offre! Certamente Maria ascoltava la Sua parola, ma penso che prima ancora ascoltasse Lui indipendentemente da quello che poteva dirle, perché ne era innamorata. Gli occhi e il cuore di Maria erano tutti per Gesù.

Il Signore si fa nostro ospite ogni giorno, talvolta a nostra insaputa come è successo con Sara, e ci reca sempre del bene. Non disdegna le mani solerti di Marta, ma certamente più che i nostri servizi, vuole noi, il nostro amore prima di ogni cosa. E quando ci capita di pensare alla parte migliore di noi stessi, non andiamo alla nostra bravura, sensibilità, generosità…” La parte migliore” di me è Gesù ai cui piedi io sto. E’ “Cristo in voi, speranza della gloria” (Colossesi 1,27).


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