lunedì 7 ottobre 2019

BRICIOLE di PAROLA
...nell'omelia


27° Domenica 06.10.2019
Abacuc 1,2-3 – Luca 17,5-10
Due preghiere, assai familiari, ci toccano

“Fino a quando, Signore, implorerò aiuto e non ascolti?” (Ab 1,2).
Questo umanissimo, legittimo, lamento, questa comprensibile recriminazione davanti ai ritardi e al silenzio di Dio, in verità, ci apre alla fede.

Osiamo, pure, con umiltà nei confronti di Dio, e saremo da lui sorpresi. Egli spesso prepara e agisce in silenzio. Non ci risolve le situazioni difficili in modo brusco, attende la nostra umiltà, la nostra richiesta, il nostro grido, ma è già pronto il suo aiuto. E la fede ce la offre! Invita ad attendere con pazienza, senza mai perdere la speranza.

Se Dio non asseconda i miei desideri, che magari vorrebbero cambiare il mondo, è perché mira a guarire il cuore, il mio, il tuo, il cuore di ciascuno; mira ad aprirlo a Lui. Dio cambia il mondo cambiando i nostri cuori. Egli conta sulla nostra conversione. E così la nostra fede vince il mondo.

L’altra preghiera: “accresci in noi la fede”, va a dire: “Signore, conta su di noi”. Una preghiera da fare ogni giorno. Noi chiediamo la fede, e Gesù risponde come se l’avessimo già. “Se voi aveste fede quanto una granello di senape…”. E’ cosa piccolissima, di una potenza enorme.

E’ un dono o dobbiamo chiederla e coltivarla? Non è una forza magica che scende dal cielo, una “dote” che si riceve una volta per sempre, nemmeno un super potere che serve a risolvere i problemi della vita. Sarebbe egoistica, tutta centrata sui nostri bisogni e non sulla benevolenza di Dio.
Ma, insomma,  la fede, sono io che la chiedo (accresci la mia fede, perché non ne posso più) o è Lui che me la offre (se ce l’hai puoi vedere miracoli)?

Rispondo con un esempio, da un fatto che mi è capitato.
Un giorno, arrivo in una famiglia. M’investe profumo di torta, sulla tavola. Io sono stanco, sfinito. Devo ritrovare forze. E oso, mi prendo la confidenza: “Ne mangio volentieri una fetta, se la tagliate”. Non mi ero accorto che era pronta. La risposta accogliente di chi l’aveva da poco sfornata, quasi presagendo il mio arrivo: “E’ già tagliata per lei, se la mangia!”. Risposta bellissima, oltre che buonissima quella torta!
Così è della fede. Prima che io la chieda, è pronta, mi è offerta. Ma è importante che io la chieda.

Signore, sono stanco, non ne posso più, fino a quando questa fatica? Signore, se accresci la mia fede, - se me ne dai una fetta - vado avanti!
Risposta: “La fede? Il mio aiuto? Qui ti è offerta. Tutta la torta  che vuoi. Approfittane e avrai forza!



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