...nell'omelia
27° Domenica 06.10.2019
Abacuc
1,2-3 – Luca 17,5-10
Due
preghiere, assai familiari, ci toccano
“Fino a quando, Signore,
implorerò aiuto e non ascolti?”
(Ab 1,2).
Questo
umanissimo, legittimo, lamento, questa comprensibile recriminazione davanti ai
ritardi e al silenzio di Dio, in verità, ci apre alla fede.
Osiamo,
pure, con umiltà nei confronti di Dio, e saremo da lui sorpresi. Egli spesso
prepara e agisce in silenzio. Non ci risolve le situazioni difficili in modo
brusco, attende la nostra umiltà, la nostra richiesta, il nostro grido, ma è
già pronto il suo aiuto. E la fede ce la offre! Invita ad attendere con
pazienza, senza mai perdere la speranza.
Se
Dio non asseconda i miei desideri, che magari vorrebbero cambiare il mondo, è
perché mira a guarire il cuore, il mio, il tuo, il cuore di ciascuno; mira ad
aprirlo a Lui. Dio cambia il mondo cambiando i nostri cuori. Egli conta sulla
nostra conversione. E così la nostra fede vince il mondo.
L’altra
preghiera: “accresci in noi la fede”,
va a dire: “Signore, conta su di noi”. Una
preghiera da fare ogni giorno. Noi chiediamo la fede, e Gesù risponde come se
l’avessimo già. “Se voi aveste fede
quanto una granello di senape…”. E’ cosa piccolissima, di una potenza
enorme.
E’
un dono o dobbiamo chiederla e coltivarla? Non è una forza magica che scende
dal cielo, una “dote” che si riceve una volta per sempre, nemmeno un super
potere che serve a risolvere i problemi della vita. Sarebbe egoistica, tutta
centrata sui nostri bisogni e non sulla benevolenza di Dio.
Ma,
insomma, la fede, sono io che la chiedo
(accresci la mia fede, perché non ne
posso più) o è Lui che me la offre (se
ce l’hai puoi vedere miracoli)?
Rispondo
con un esempio, da un fatto che mi è capitato.
Un
giorno, arrivo in una famiglia. M’investe profumo di torta, sulla tavola. Io
sono stanco, sfinito. Devo ritrovare forze. E oso, mi prendo la confidenza: “Ne
mangio volentieri una fetta, se la tagliate”. Non mi ero accorto che era
pronta. La risposta accogliente di chi l’aveva da poco sfornata, quasi
presagendo il mio arrivo: “E’ già tagliata per lei, se la mangia!”. Risposta
bellissima, oltre che buonissima quella torta!
Così
è della fede. Prima che io la chieda, è pronta, mi è offerta. Ma è importante
che io la chieda.
Signore,
sono stanco, non ne posso più, fino a quando questa fatica? Signore, se
accresci la mia fede, - se me ne dai una
fetta - vado avanti!
Risposta:
“La fede? Il mio aiuto? Qui ti è offerta. Tutta
la torta che vuoi. Approfittane e
avrai forza!
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