lunedì 21 ottobre 2019

BRICIOLE di PAROLA
...nell'omelia


29° Domenica C – 20.10.2019

- Esodo 17,8-13       - Lc 18,1-8                

Domenica scora i dieci lebbrosi, oggi una donna sola, vedova: la preghiera, la supplica, sono la ricchezza e la forza dei poveri. Dio non può non ascoltare, perché dietro ogni supplica, ogni grido, e talvolta anche dietro ad una bestemmia, c’è la povertà, la fragilità, il bisogno della creatura che Egli ama.

 “Gridare giorno e notte” verso Dio! Perché Dio vuole questo? Lui non conosce già le nostre necessità? Che senso ha “insistere” con Dio?
Lui ci ascolta e conosce tutto di noi, con amore. E’ al nostro fianco e la preghiera ci fa sentire la sua presenza, la sua misericordia, anche il suo aiuto. E, per quanto ci riguarda allarga il nostro cuore, il nostro respiro. La fede ci fa pregare e la preghiera aiuta a conservare la fede in Dio – perché c’è il pericolo che la smarriamo, e Gesù stesso sembra timoroso di questo con la domanda finale - ad affidarci a lui anche quando pesano  silenzi, ritardi, da parte sua; non si comprende la sua volontà.

“Pregare sempre”, quindi! Equivale alla necessità di respirare.
Non è semplicemente dire preghiere e orazioni, ma respirare l’amore, che è Gesù, cioè inspirarlo, accoglierlo, metterlo dentro di noi, ed espirarlo, mandarlo fuori, comunicarlo. La preghiera è il respiro della vita cristiana E’ possibile pregare sempre? E’ possibile respirare sempre? E’ auspicabile: se non si respira, non si vive. E di respirare non sempre ci si accorge, salvo quando si fa fatica, quando il respiro viene a mancare.

Che significa precisamente pregare o qual è il contenuto della preghiera?
Pregare è porre le nostre questioni davanti al Signore, tenere la nostra  vita, la nostra persona davanti a lui. E’ desiderare Dio e la sua giustizia, cioè il suo amore, di cui abbiamo bisogno per vivere. A mani alzate! Come Mosè, l’amico di Dio, come la povera donna che alza le mani e pure la voce per farsi ascoltare dal giudice. Preghiamo per dire che la nostra vita noi la mettiamo davanti a Dio perché sia vita di figli di Dio che hanno un profondo desiderio di sentirsi accolti, amati, aiutati, sostenuti, liberi e felici.

E’ possibile pregare senza stancarsi mai? Senza abbandonare la lotta, senza disertare.  La stanchezza ha tanti motivi:  dalla mancanza di allenamento e la presunzione delle nostre forze, l’impazienza, lo scoraggiamento, la constatazione di non essere esauditi secondo i desideri, le vicissitudini della vita, l'impressione è che Dio temporeggi, ritardi un po’ troppo.

La perseveranza, il non mollare, è nel fidarci di Dio che ai suoi eletti, cioè a coloro che ama e perché li ama, risponderà prontamente, cioè al momento giusto. Dio è Padre buono! Ancora una volta Gesù ci rivela il Padre a cui consegnare la vita nostra con fiducia. Fiducia che non viene mai meno, perché, con l’amore, questa è la buona notizia di oggi che ci incoraggia a pregare, a gridare giorno e notte: l’insonnia di Dio!




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