lunedì 4 novembre 2019

BRICIOLE di PAROLA
...nell'omelia


31° Domenica C – 03.11.2019

- Luca 19,1-10

Domenica scorsa, nel raccontare la parabola del fariseo e del pubblicano, Gesù aveva ricordato come Dio ascolta con benevolenza e gradisce la preghiera umile e confidente del peccatore. Oggi, con la visita in casa di Zaccheo, capo dei pubblicani, Gesù conferma tale predilezione di Dio, essendo Egli venuto, rivela alla fine del brano evangelico, a cercare e a salvare ciò che era perduto.

“Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo”. Gesù lo dice a proposito di quest’uomo, Zaccheo, peccatore agli occhi della sua gente, e certamente anche davanti a Dio, poiché rubare, sopraffare i più poveri, opprimere i deboli, mostrare prepotenza, è indubbia offesa alla volontà di Dio che vuole che tutti ci amiamo e ci aiutiamo.
Questa bella notizia, “oggi è entrata in questa casa la salvezza”, Gesù la porge anche a noi, a ciascuno e a tutti. Dio, “amante della vita”, così lo riconosce la sapienza di cui abbiamo sentito alcune espressioni nella prima lettura, vuole la nostra guarigione, la liberazione da ogni male e miseria, affinché crediamo in lui e conduciamo un’esistenza rinnovata.

Gesù ha davanti a sé la conversione di Zaccheo quando costui gli manifesta i buoni propositi, gli confessa la volontà di porre riparazione al tanto male compiuto: “la metà dei miei beni la do ai poveri e restituisco quattro volte quello che ho rubato
E mentre Zaccheo cerca di vedere Gesù, è Gesù che realmente cerca quest’uomo, cerca ognuno di noi e ci chiama. Zaccheo significa “Dio ricorda”. Non c’è professione, condizione sociale, morale o spirituale, che ci possa cancellare dalla memoria e dal cuore di Dio, nostro Padre. Ci cerca e ci chiama non perché siamo buoni e bravi, gli facciamo buona impressione, ma perché siamo suoi figli.

E’ sorprendente la strategia di Dio per ritrovare chi è perduto, per riacquistare chi si è allontanato da Lui. Zaccheo quel giorno si era lasciato muovere da un desiderio, da una curiosità: vedere Gesù. Anche Gesù aveva in cuore un desiderio: dare salvezza. Desiderio “obbligato dall’amore”: “Oggi devo fermarmi a casa tua, Zaccheo”. Lasciamoci anche noi chiamare per nome da Gesù!

E accogliamolo con gioia, superando gli ostacoli che spesso si frappongono a questo incontro: la nostra piccolezza morale coperta da un’apparente sicurezza, la chiacchera e i commenti delle gente, la vergogna che solo ci può far bene, perché ci fa umili. Come Zaccheo anche ognuno di noi, accogliendo il Signore e la sua Parola, può ritrovare la propria più autentica identità, può rifare il proprio volto di figlio di Dio, esperienza di grazia e di gioia, e diventare a sua volta dispensatore di giustizia e solidarietà.

La vita che fuori di qui ci attende sia segno che l’amore è entrato nella nostra casa, che l’amore, dalla nostra casa, si estende a tutti. Perché abbiamo appreso ancora un volta come dice il salmo proclamato, che “buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature”





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