martedì 19 novembre 2019

BRICIOLE di PAROLA
...nell'omelia


33° Domenica C – 17/11/2019

Malachia 3,19-20 e Luca 21,5-19

Dopo averci dato, domenica scorsa, la buona notizia della risurrezione che ci attende, la Parola del Signore ci riporta sulla terra. E con immagini e annunci che ci possono spaventare, ci informa circa quello che può accadere prima di arrivare alla risurrezione. Sconvolgimenti, catastrofi, prove, cattiverie, sofferenze, persecuzioni… tutto un bagaglio di disgrazie che ci allontanano dalla bontà di Dio che vuole bene a tutti i suoi figli.

Gesù, venuto a raccontarci la bontà del Padre e la Sua volontà di vederci felici, di darci vita piena e in abbondanza, sembra come impazzito. Ma alla fine ci dice: “Non vi terrorizzate, non cedete allo spavento”. E’ proprio fuori di ogni logica “non lasciarci terrorizzare”, ma credenti, sappiamo dove abbiamo riposto la nostra fiducia, e in mano di chi è la loro storia.
Mai il Signore ci abbandona! In mezzo al caos, agli sconvolgimenti, alla devastazione, alle persecuzioni e prove con cui dobbiamo fare i conti. Ecco dove sta la radice, la sorgente della speranza, la forza che la rende salda: “nemmeno un capello del vostro capo perirà”.

A noi competono tre atteggiamenti per accogliere questo invito, mantenere la speranza.
La vigilanza intelligente e obbediente. “Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome”. E’ un invito  al discernimento, virtù cristiana  di capire dove è lo Spirito del Signore e dove è il cattivo spirito. Oggi ci sono falsi “salvatori” che tentano di sostituirsi a Gesù: leader, santoni guru, stregoni. Gesù ci mette in guardia: “non andate  dietro a loro”

La testimonianza coraggiosa quando “vi perseguiteranno”, dice Gesù. Egli aiuta a non aver paura di incomprensioni e derisioni, perfino di amici e familiari, “a causa del mio nome”, precisa sempre Gesù. E così di fronte alle guerre, anche alle calamità naturali che i prostrano. Le avversità non ci allontanano dal Signore, perché Egli le vive con noi.

La perseveranza gioiosa, cioè il rimanere fedeli a Lui anche quando siamo messia prova, torchiati dalle vicende. E’ una promessa garanzia di vittoria: “con la vostra perseveranza  salverete la vostra vita”. Parole che richiamano alla speranza, alla pazienza, in mezzo ai disordini e sciagure che turbano il mondo. Il disegno di bontà di Dio si compirà!

Il male non ha né radice, né germoglio, dice la prima lettura; è inconsistente, ha una parvenza di potenza, anche se causa tanto dolore; e poi non ha futuro alcuno. Mentre un “sole di giustizia”, che è il Cristo, illuminerà con i suoi raggi benefici tutti coloro che custodiscono e servono rettamente il nome di Dio.





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