...nell'omelia
33° Domenica C –
17/11/2019
Malachia 3,19-20 e Luca
21,5-19
Dopo averci dato, domenica
scorsa, la buona notizia della risurrezione che ci attende, la Parola del
Signore ci riporta sulla terra. E con immagini e annunci che ci possono
spaventare, ci informa circa quello che può accadere prima di arrivare alla
risurrezione. Sconvolgimenti, catastrofi, prove, cattiverie, sofferenze,
persecuzioni… tutto un bagaglio di disgrazie che ci allontanano dalla bontà di
Dio che vuole bene a tutti i suoi figli.
Gesù, venuto a raccontarci
la bontà del Padre e la Sua volontà di vederci felici, di darci vita piena e in
abbondanza, sembra come impazzito. Ma alla fine ci dice: “Non vi
terrorizzate, non cedete allo spavento”. E’ proprio fuori di ogni logica
“non lasciarci terrorizzare”, ma credenti, sappiamo dove abbiamo riposto la nostra
fiducia, e in mano di chi è la loro storia.
Mai il Signore ci
abbandona! In mezzo al caos, agli sconvolgimenti, alla devastazione, alle
persecuzioni e prove con cui dobbiamo fare i conti. Ecco dove sta la radice, la
sorgente della speranza, la forza che la rende salda: “nemmeno un capello del vostro capo perirà”.
A noi competono tre
atteggiamenti per accogliere questo invito, mantenere la speranza.
La vigilanza intelligente e obbediente. “Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti
verranno nel mio nome”. E’ un invito al
discernimento, virtù cristiana di capire
dove è lo Spirito del Signore e dove è il cattivo spirito. Oggi ci sono falsi
“salvatori” che tentano di sostituirsi a Gesù: leader, santoni guru, stregoni.
Gesù ci mette in guardia: “non andate
dietro a loro”
La testimonianza coraggiosa quando “vi
perseguiteranno”, dice Gesù. Egli aiuta a non aver paura di incomprensioni
e derisioni, perfino di amici e familiari, “a
causa del mio nome”, precisa sempre Gesù. E così di fronte alle guerre,
anche alle calamità naturali che i prostrano. Le avversità non ci allontanano
dal Signore, perché Egli le vive con noi.
La perseveranza gioiosa, cioè il rimanere fedeli a Lui anche quando siamo messia
prova, torchiati dalle vicende. E’ una promessa garanzia di vittoria: “con la vostra perseveranza salverete la vostra vita”. Parole che
richiamano alla speranza, alla pazienza, in mezzo ai disordini e sciagure che
turbano il mondo. Il disegno di bontà di Dio si compirà!
Il
male non ha né radice, né germoglio, dice la prima lettura; è
inconsistente, ha una parvenza di potenza, anche se causa tanto dolore; e poi
non ha futuro alcuno. Mentre un “sole di
giustizia”, che è il Cristo, illuminerà con i suoi raggi benefici tutti coloro
che custodiscono e servono rettamente il nome di Dio.
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