...nell'omelia
13.01.2020
1 Samuele 1,1-8
e Marco 1,14-20
Cos’è la vita? E’
un incontro.
Lo si vive
nella famiglia dove i rapporti tra i componenti sono “incontro”, ora di gioia,
ora di tristezza, ora di sopraffazione ora di servizio, ora di egoismo, ora di
dedizione. Ma il vero incontro che dà vita è tenerezza, conforto, abbraccio
amorevole… Come quello di Elkanà alla moglie Anna : “Non sono forse io per te
meglio di dieci figli!” Sposo meraviglioso e commovente!
Lo si vive
mettendoci in cammino gli uni verso gli altri, Dio e noi. Infatti “il tempo è
compiuto, il regno di Dio è vicino” è Dio, la Sua grazia che muove verso di noi. “Convertitevi e
credete al vangelo”, siamo noi che ci muoviamo verso di Lui. L’incontro, cioè
la vita che ne scaturisce, è frutto di un dono gratuito e di un’accoglienza
sincera. Entrambi si muovono!
L’incontro che
dà vita non può mai essere rimandato, fuggito, schivato. Distrazione,
superficialità, paura, timori, comodità, mancanza di fiducia, attaccamento a
noi stessi e ai nostri progetti… possono farlo sfumare. Quanti incontri di
grazia non colti! Invece, appena lo si intuisce, per grazia di Dio e pure con
l’aiuto di chi ci è accanto, occorre approfittarne “subito”!
“Subito
lasciarono le reti le lo seguirono”, i
primi due. “Subito li chiamò”, gli altri due. I pescatori e Gesù entrambi
travolti dal “Subito”. L’incontro che dà novità e salvezza non va mai rinviato
da parte degli uomini, come non è mai rinviato da parte di Dio.
Ogni incontro nella
nostra quotidiana esistenza, ogni incontro con gli altri, lo può essere. Non
sfuggiamolo, rimaniamo pronti! Occupati a darci da fare, a “pescare”, per i
nostri interessi o a “riparare” i danni, il “Subito” ci salva!
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