domenica 14 giugno 2020

BRICIOLE di PAROLA
...nell'omelia


“Corpus Domini” – Corpo e Sangue del Signore – 14.06.2020
Deuteronomio 8,2-16    1Cor. 10,16-17   Giovanni 6,51-58

Carissimi, una confessione vi devo. Quando ho conosciuto le norme che avrebbero regolato la ripresa della vita liturgica dei credenti, la celebrazione della S. Messa aperta al pubblico, la presenza e la possibilità di partecipare all’eucaristia, inizialmente ho provato un forte moto di rabbia, l’amarezza, la tristezza più che la gratitudine per quanto veniva concesso. La salvaguardia della salute di tutti era giustamente in prima fila, l’osservanza delle norme non si doveva trasgredire, compito impegnativo che grazie alla responsabilità ed generosità di volontari anche nelle nostre parrocchie abbiamo potuto intraprendere. Non trovavo pace.

Poi mi son detto: ciò che conta davvero sono le modalità che ci sono dettate o il contenuto di quello che andiamo a celebrare, a ricevere, a vivere? Mascherine, guanti, amuchina, gel igienizzante, distanza sociale questione di centimetri, comunione sulle mani e non in bocca… Queste attenzioni sono importanti e vanno osservate. Ma perché io mi devo avvilire e arrabbiare? Per me, credente, celebrante o partecipante all’Eucaristia, dove sta ciò che non è negoziabile, oggi si direbbe? Dove sta l’irrinunciabile? E’ in quel pane, in quel vino, il corpo e il sangue di Gesù, che mi sono dati, mio cibo di vita eterna e bevanda di salvezza, “Corpus Domini”!!! Sì, Gesù, la Parola di Dio fatta pane spezzato e vino versato sulla tavola della croce., dopo essersi fatto carne nel grembo di Maria. 

Poco importa se a me affamato, spossato, stanco, senza più energie, ammalato, e soprattutto amato dal Signore, il suo cibo mi viene offerto in un modo che potrebbe sembrare irrispettoso. Io ho fame, ho bisogno di mangiare, e il Signore vuole nutrimi. Non importa se invece che su di un piatto d’argento o d’oro, o una porcellana preziosa, il cibo mi è dato su un piatto di carta o di plastica… come guanti, gel igienizzante, mascherina….Io guardo e ringrazio, e soprattutto mangio quello che c’è sul piatto. Certo con rispetto, dignità, semplicità di cuore, ma soprattutto tanta fede e tanto amore per l’Eucaristia che in questa festa del Corpus Domini, in modo speciale, e in ogni domenica viene celebrata, mangiata, adorata per essere vissuta.

Ci viene spesso ricordato che non basta volere e andare alla Messa, fare la comunione con Gesù, se poi non la viviamo con gli altri, qui nell’assemblea che rende ancor più ricco di amore questo pasto che condividiamo, e fuori di qui , in famiglia, nelle relazioni con gli altri. Fedeltà, generosità, perdono, offerta di sé fino dare la vita per amare chi diciamo di non farcela più…vengono dal nutrimento che ci dà questo pane vivo disceso dal cielo affinché, per il momento, possiamo camminare sulla terra. E per colui o colei che non hanno possibilità di gustare di questo pane, ci sarà sempre la comunione fraterna di chi gli è attorno, la vicinanza, la solidarietà, l’aiuto che li nutrirà della carità che questi hanno mangiato.

Mangiare! Non possiamo tralasciare l’insistenza con cui Gesù raccomanda di mangiare. Un discorso che gli costerà non poche defezioni tra i suoi ascoltatori e discepoli: “Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno” …  “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno” ….“Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui” …. “Chi mangia questo pane vivrà in eterno”. E’ un’ insistenza d’amore che stasera accogliamo grati. 

E ascoltiamo anche le parole di Mosè. Sono illuminanti. Nella prova, come deserto che stiamo ancora attraversando, il Signore ci fa sapere, e l’ ha fatto con Israele, quello che realmente abbiamo in cuore, che cosa  ci sta a cuore, se seguiamo o no i suoi comandi. Dio “ti ha fatto provare la fame”! Non è stato forse così? Non è per questa che ne abbiamo sentito la mancanza, abbiamo desiderato, ed ora siamo ritornati all’Eucaristia, anche se non con modalità ottimali, ma vi siamo ritornati? Abbiamo questo pane e questa bevanda, e di Gesù ci nutriamo, e diventiamo un solo corpo, la sua Chiesa! Ora, da questa tavola della terra, conduci Gesù, i tuoi fratelli alla tavola dei cieli nella gioia dei tuoi santi. Amen!


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