...nell'omelia
“Corpus
Domini” – Corpo e Sangue del Signore – 14.06.2020
Deuteronomio 8,2-16 1Cor. 10,16-17 Giovanni 6,51-58
Carissimi, una confessione vi
devo. Quando ho conosciuto le norme che avrebbero regolato la ripresa della
vita liturgica dei credenti, la celebrazione della S. Messa aperta al pubblico,
la presenza e la possibilità di partecipare all’eucaristia, inizialmente ho
provato un forte moto di rabbia, l’amarezza, la tristezza più che la
gratitudine per quanto veniva concesso. La salvaguardia della salute di tutti era
giustamente in prima fila, l’osservanza delle norme non si doveva trasgredire, compito
impegnativo che grazie alla responsabilità ed generosità di volontari anche
nelle nostre parrocchie abbiamo potuto intraprendere. Non trovavo pace.
Poi
mi son detto: ciò che conta davvero sono le modalità che ci sono dettate o il
contenuto di quello che andiamo a celebrare, a ricevere, a vivere? Mascherine,
guanti, amuchina, gel igienizzante, distanza sociale questione di centimetri,
comunione sulle mani e non in bocca… Queste attenzioni sono importanti e vanno
osservate. Ma perché io mi devo avvilire e arrabbiare? Per me, credente,
celebrante o partecipante all’Eucaristia, dove sta ciò che non è negoziabile,
oggi si direbbe? Dove sta l’irrinunciabile? E’ in quel pane, in quel vino, il
corpo e il sangue di Gesù, che mi sono dati, mio cibo di vita eterna e bevanda
di salvezza, “Corpus Domini”!!! Sì, Gesù, la Parola di Dio fatta pane spezzato
e vino versato sulla tavola della croce., dopo essersi fatto carne nel grembo
di Maria.
Poco
importa se a me affamato, spossato, stanco, senza più energie, ammalato, e
soprattutto amato dal Signore, il suo cibo mi viene offerto in un modo che
potrebbe sembrare irrispettoso. Io ho fame, ho bisogno di mangiare, e il
Signore vuole nutrimi. Non importa se invece che su di un piatto d’argento o
d’oro, o una porcellana preziosa, il cibo mi è dato su un piatto di carta o di
plastica… come guanti, gel igienizzante, mascherina….Io guardo e ringrazio, e
soprattutto mangio quello che c’è sul piatto. Certo con rispetto, dignità,
semplicità di cuore, ma soprattutto tanta fede e tanto amore per l’Eucaristia
che in questa festa del Corpus Domini, in modo speciale, e in ogni domenica
viene celebrata, mangiata, adorata per essere vissuta.
Ci
viene spesso ricordato che non basta volere e andare alla Messa, fare la
comunione con Gesù, se poi non la viviamo con gli altri, qui nell’assemblea che
rende ancor più ricco di amore questo pasto che condividiamo, e fuori di qui ,
in famiglia, nelle relazioni con gli altri. Fedeltà, generosità, perdono,
offerta di sé fino dare la vita per amare chi diciamo di non farcela
più…vengono dal nutrimento che ci dà questo pane vivo disceso dal cielo
affinché, per il momento, possiamo camminare sulla terra. E per colui o colei
che non hanno possibilità di gustare di questo pane, ci sarà sempre la
comunione fraterna di chi gli è attorno, la vicinanza, la solidarietà, l’aiuto
che li nutrirà della carità che questi hanno mangiato.
Mangiare!
Non possiamo tralasciare l’insistenza con cui Gesù raccomanda di mangiare. Un
discorso che gli costerà non poche defezioni tra i suoi ascoltatori e discepoli:
“Se uno mangia di questo pane vivrà in
eterno” … “Chi mangia la mia carne e
beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno”
….“Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui” ….
“Chi mangia questo pane vivrà in eterno”. E’ un’ insistenza d’amore che
stasera accogliamo grati.
E
ascoltiamo anche le parole di Mosè. Sono illuminanti. Nella prova, come deserto
che stiamo ancora attraversando, il Signore ci fa sapere, e l’ ha fatto con
Israele, quello che realmente abbiamo in cuore, che cosa ci sta a cuore, se seguiamo o no i suoi
comandi. Dio “ti ha fatto provare la
fame”! Non è stato forse così? Non è per questa che ne abbiamo sentito la
mancanza, abbiamo desiderato, ed ora siamo ritornati all’Eucaristia, anche se
non con modalità ottimali, ma vi siamo ritornati? Abbiamo questo pane e questa
bevanda, e di Gesù ci nutriamo, e diventiamo un solo corpo, la sua Chiesa! Ora,
da questa tavola della terra, conduci Gesù, i tuoi fratelli alla tavola dei
cieli nella gioia dei tuoi santi. Amen!
Nessun commento:
Posta un commento