domenica 5 luglio 2020

BRICIOLE di PAROLA
...nell'omelia


14° Domenica A -05.07.2020

Zaccaria 9,9-10     -    Romani 8,9-13      -      Matteo 11,25-30

Piacevoli le parole di Gesù, come sempre. E soprattutto vere. Egli sa offrire quella carezza che ti ristora, quella mano che ti rialza, quell’invito che ti affascina e che non puoi declinare. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro”. Una promessa a cui non si può resistere, poiché Gesù conosce il “dominio” – per restare su una parola che ritorna più volte nella seconda lettura -  che appesantisce la nostra esistenza e schiaccia il nostro cuore. E’ “il dominio della carne”, così lo chiama l’apostolo Paolo. In questa espressione è indicata la mentalità mondana, la logica del mondo, ed è schiavitù! Dipendenza mortale! Ah, le dipendenze! Quanto male e quanta sofferenza portano! Siamo “stanchi e oppressi”. Eppure non ci rassegniamo. Scrive Paolo che non siamo debitori verso la carne, verso questa mentalità di ricercare la felicità nelle cose, nel potere, nel denaro, in ciò che piace facendo schiavi gli altri, privandoli con la nostra volontà di dominio secondo il mondo, delle libertà più belle, di pensare, amare, pregare, progettare. No, tutto deve sottostare a come comando io. Pensate alle relazioni che si fanno difficili, pesanti in famiglia, e non solo, per le intemperanze di vario genere!

Ma non ci fermiamo a considerare e a lamentarci del “dominio della carne”, di questa mentalità mondana, che ci vuol comandare.  Voi siete sotto il dominio dello Spirito”, scrive Paolo, dal momento che lo Spirito di Dio, lo spirito di Cristo, abita in voi”. Io sono libero, noi lo siamo, anche se gli eventi, le condizioni attuali, sia quelle personali, familiari, sociali, hanno il loro peso. No, non siamo schiavi, ma liberi figli di Dio, dal momento che lo Spirito di Dio è in noi. E questo Spirito ci dà la vita, quella vera, quella di Gesù.

Come facciamo a renderci conto di questo e a dare spazio a Cristo Gesù, al Suo Spirito?
Le parole di lode al Padre Suo ci fanno sapere che un’attenzione e un aiuto speciale hanno i piccoli, i semplici, gli umili, non i superbi, orgogliosi, presuntosi. E già questa è un’indicazione preziosa per verificare se siamo ancora sotto il dominio del mondo o di Gesù. “Ma non ce la facciamo!”, è il nostro lamento, o l’ alibi. Allora Gesù, che conosce la fatica nostra, si offre come nostro aiuto, quale Maestro e “giogo”.
Il maestro è colui che insegna dalla cattedra, oggi anche a distanza, l’abbiamo sperimentata con risultati diversi la didattica a distanza in questo tempo. Gesù è Maestro che cammina con noi. E poiché sa che facciamo tanta fatica a stargli dietro, Egli c’invita a prendere sulle nostre spalle il Suo “giogo”. Il “giogo” – lo sappiamo - è l’attrezzo che si metteva sopra gli animali per condurli nel lavoro.

Così Gesù ci conduce e ci porta con sé, ci trascina con sé quando noi vorremmo fermarci o andare in altra direzione. Mi cammina fianco e quando sono spossato, “stanco e oppresso”,  “tira Lui per me”. Io gli rimango attaccato, “soggiogato”, cioè “libero”. Il  Suo “giogo” non  sono nuove prescrizioni. Il Suo “giogo” è il bene che mi vuole, è l’amore che lo tiene attaccato a me! “Non ce la fai? Tiro io per te!”. Gesù ci assicura che averlo con noi, e noi a trainare con lui la vita nostra, è cosa “dolce e leggera”. Lo promette: “io vi darò ristoro…troverete ristoro per la vostra vita”. Il dominio dello Spirito ci fa camminare, ci fa andare avanti, perché è la vera libertà, fa riposare, fa cessare la fatica, fa recuperare il fiato. E Dio sa quanto ne abbiamo bisogno!




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