BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia
Ascensione – B - 16/05/2021
Atti 1,1-11 ; Efesini 4,1-13 ; Marco 16,15-20
Penso sia toccato un po’a tutti sentirci dire, o dire a nostra volta qualcuno, come benevolo rimprovero e non solo: “non hai ancora imparato a stare al mondo”.. “Devi imparare a stare al mondo”… “Quando cammini, guarda davanti a te. Alza gli occhi!”… “Guarda dove cammini, guarda dove metti i piedi!”
Due modi di stare al mondo, di muoversi in questa esistenza, corredati da sentimenti e atteggiamenti anche contrastanti, ma che, invece, dovrebbero completarsi e aiutarsi. Due modi di stare nella vita. Quale sarà quello giusto? Quale il cammino, e già questa parola, che viene dal comando di Gesù ai suoi nel momento in cu i sembra lasciarli per tornare al Padre, “andate”, è significativa? Essere attenti a dove camminiamo o guardare verso dove andiamo? Ci aiuta, paradossalmente, la verità dell’Ascensione di Gesù al cielo che celebriamo.
Il cammino saggio, illuminato, deve essere fatto di e dal cuore che dirige gli occhi, poiché noi guardiamo, ciò che ci attrare, ci piace, ciò che amiamo. E oggi Gesù attira il nostro cuore dove Lui ritorna, nel cielo, presso il Padre e ritrova la gloria, l’Amore che l’aveva inviato tra noi. “Ci precede nella dimora eterna”, canta la liturgia, “per darci la serena fiducia che dove è lui, capo e primogenito, saremo anche noi, sue membra, uniti nella stessa gloria”.
Ma oltre a guardare dove siamo diretti, sognare la meta, il cammino saggio, illuminato è fatto di intelligenza, che guida a dove mettere i piedi sulla via giusta. Questa intelligenza consiste, come credenti e discepoli di Gesù, quali diciamo di essere, nel prendere sul serio suo comando: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura”. Orientati al cielo, come quel piccolo gruppo di uomini e donne semplici, i suoi amici, anche noi riceviamo l’incarico di camminare sulla terra, di guardare dove mettiamo i piedi, certamente per evitare pericoli e cadute, ma soprattutto per diffondere la buona notizia che Egli è in tutto il mondo dove maggiormente c’è bisogno di speranza e di amore. E’ la missione della Chiesa, pur con i suoi limiti, difetti, peccati, con la forza di Dio stesso. “Riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra”.
L’Ascensione del Signore al cielo inaugura così una nuova forma di presenza di Gesù nella storia, che è la Chiesa, la comunità di peccatori che non si rassegnano di essere tali e contano sulla misericordia di Dio, la comunità di coloro che credono e amano Gesù, che si amano tra di loro, e che lo fanno conoscere e amare.
La Vergine Maria che onoriamo con particolare affetto in questo mese, aiuti anche noi a tenere «in alto i nostri cuori», al cielo, dove arriveremo. E nello stesso tempo ci aiuti ad avere “i piedi per terra”, a seminare con coraggio il Vangelo nelle situazioni concrete della vita e della storia.
Nessun commento:
Posta un commento