martedì 14 settembre 2021

 Briciole di Parola e di vita

 14 Settembre 2021

Festa dell’esaltazione della santa croce 

Rischia di essere fuorviante il titolo di questa ricorrenza liturgica, “esaltazione della santa croce”, se non fosse per quell’aggettivo “santa”, che è molto di più di una aggettivo che addolcisce una cosa che è tutt’altro che santa, cioè una benedizione. Essa è invece una maledizione, una condanna, come è un supplizio, una tortura, una gogna dolorosa e letale.

Santa è qualcosa che appartiene a Dio, il tre volte santo! Santità è l’amore di Dio, l’amore che è in Dio, Dio che è amore, e che si riversa su di noi e in noi. E’ chiamata “santa croce” perché è di Dio che si è fatto uomo in Cristo Gesù per occuparla e trasformarla in segno di benedizione e di salvezza, considerato che è un luogo do ve sta l’umanità presa dal peccato, umanità che ha rifiutato l’amore. Allora lì l’Amore di Dio ci raggiunge e ci dà salvezza.  Dire “santa croce” si onora, anzi si adora l’amore che ha portato Gesù a dare la propria vita; così si onora e si adora il crocifisso per amore. Non tutti i crocifissi nella vita lo sono per amore, vedi i malfattori inchiodati accanto a Gesù sul Calvario. Ma chi ama in misura alta, totale, come Gesù, sa che dovrà essere rifiutato, condannato, crocifisso, ucciso come aveva predetto ai suoi Gesù, domenica scorsa. “ chi vorrà seguirmi, prende la sua croce ogni giorno e mi segua”. Non le disgrazie, le sofferenze, i patimenti, ma la sua misura del suo amore, qualunque sia la sua vocazione, sposa o sposo, genitore o figlio, è la croce. E questa è santa! In definitiva la croce di Gesù che noi esaltiamo è il Suo amore fino in fondo, anzi fino in cima al Calvario, da cui si scende poi al giardino della risurrezione.

Sulla croce, l’amore ha accettato di farsi peccato, dice l’apostolo Paolo, cioè conoscere la maledizione, la condanna. Ma non per rimanervi prigioniero, piuttosto per dare speranza ai crocifissi che confidano in lui, e pure anche a coloro che sono causa di crocifissi. Chi guarderà all’amore crocifisso, cioè al figlio di Dio, Gesù, chi guarderà a coloro che patiscono oggi per amore, avranno motivo di speranza e di forza per non maledire la vita e la condizione in cui sono. Dio ha mandato il Figlio nel mondo  non per condannare o lasciare nella condanna il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.

Nella nostra esistenza chiamiamo croce ogni sofferenza, disgrazia, patimento, come quella dei ladroni, anche se noi non abbiamo meritata.  Lo possono anche essere. Ma per essere “santa” deve essere fatta e vissuta con amore, e questo è possibile se uniti a Gesù, con umiltà e fiducia; a sua volta tale prova, questa unione farà crescere lo stesso amore perché la santità di Gesù ci guarirà, ci sanerà, ci darà vita. Più amore c’è, più benedizione sarà nella nostra croce perché sarà quella di Gesù, santa. Allora preghiamo: “Adoriamo la tua croce Signore, celebriamo la tua beata passione. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo, perché con la tua santa croce, con il tuo crocifisso amore, hai redento il mondo”. “Grande è il mistero della croce! La morte fu vinta quando, per amore, morì l’Autore della vita” (dai Vespri). Amen

 

 

 

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