martedì 15 marzo 2022

 BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia

2° Quaresima C – 13/03/2022 

Luca 9,28-3

Uno squarcio di cielo sulla terra, uno squarcio di luce sul deserto, per noi oscurato dagli avvenimenti che stanno travolgendo l’umanità, portando morte e sofferenza. Una montagna di dolore diventa questo cammino quaresimale, per tutti. Ma ecco che Gesù, ai suoi discepoli, su un monte svela la luminosità, la bellezza, la gloria che sono in Lui.

I tre discepoli, che ci rappresentano, salgono col Maestro sulla montagna, lo vedono immergersi in preghiera, e a un certo punto “il suo volto cambiò d’aspetto”. Abituati a vederlo nella semplice sembianza della sua umanità, di fronte a quel nuovo splendore, che avvolge anche tutta la sua persona, rimangono stupiti. Quell’esperienza, che non comprendono ma della quale si beano, porta Pietro all’esclamazione “Maestro, è bello per noi essere qui”. Vorrebbe che quel momento di grazia non finisse più!

La Trasfigurazione si compie in un momento ben preciso della missione di Cristo, cioè dopo che Lui ha confidato ai discepoli di dover “soffrire molto, venire ucciso e risuscitare il terzo giorno”. C’è nell’aria la sensazione, la paura di qualcosa di tragico, proprio come avvertiamo e temiamo in questi giorni, e Gesù vuol preparare i suoi, e noi, a vivere quello che sta capitando; Egli ci fa intravedere la fine di questo cammino difficile, la Risurrezione, la luce e la bellezza che vanno oltre la croce, oltre la prova se vissuta con amore, con fiducia nel Padre.

C’è un esodo da fare per uscire da questo mondo di  morte e distruzione, e Mosè ed Elia, che in questa visione in cui Gesù si dona con la sua verità profonda gli sono accanto, ci ricordano che questa è la nostra storia, un uscire alla libertà dalle nostre schiavitù. Quello che succede intorno a noi, ma anche nella nostra casa e famiglia, nello stesso nostro cuore, ci mette davanti la prigionia in cui siamo, il peccato, il rifiuto di Dio. Pur dicendoci credenti, l’abbiamo estromesso dalle scelte quotidiane dalla nostra esistenza. Abbiamo, più che mai bisogno di luce, ed ecco ci viene offerta da Gesù.

La Trasfigurazione di Cristo ci fa sapere che la sofferenza è un passaggio naturale, necessario ma transitorio, per vedere la luce, e, paradossalmente, il bene si moltiplica quando il male si fa violento. Lo vediamo nella solidarietà di questi giorni. Mostrando così la sua gloria, Gesù ci assicura che la croce, le prove, le difficoltà nelle quali ci dibattiamo hanno il loro superamento nel mistero della Pasqua, nell’amore che vince la morte.

Perciò, in questa Quaresima, saliamo anche noi sul monte con Gesù! Saliamo al monte con la preghiera: la preghiera silenziosa, la preghiera del cuore, la preghiera sempre cercando il Signore. Rimaniamo qualche momento in raccoglimento, ogni giorno un pochettino, fissiamo lo sguardo interiore sul suo volto e lasciamo che la sua luce ci pervada e si irradi nella nostra vita, si rifletta su questo mondo, su chi sta soffrendo, su coloro che possiamo aiutare, certamente con la nostra carità, ma anche con la nostra conversione. Solo il bene spegne l’odio. Il bene e la preghiera trasformano la persona dall’interno e possono illuminare gli altri con la luce dello Spirito Santo, Spirito della vita, dell’amore, della pace.

 

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