lunedì 18 aprile 2022

BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia

Sera di Pasqua – 17.04.2022 

Luca 24,13-35 

Carissimi, “il giorno è ormai al tramonto”, e la notizia è da tutti risaputa. Hanno trovato la tomba di Gesù vuota e dicono che Egli sia Risorto. Noi lo crediamo, poiché siamo suoi amici e discepoli, e ce l’aveva detto. Noi lo crediamo grazie alla fede in Lui e in questo evento, fede che ci è stata consegnata da chi è venuto prima di noi. Per questo siamo qui a far festa, a celebrare, ad acclamare Gesù il Signore che ha vinto la morte, non solo per sé, ma per tutti noi. Ma non vergogniamo ci se ci troviamo nei panni dei due viandanti sconsolati di cui parla il Vangelo che se ne ritornavano delusi e in confusione al loro villaggio. Lo siamo anche noi sconsolati, e ne abbiamo tanti motivi.

Va bene, ci dicono che la tomba è vuota, che non l’hanno trovato, che alcuni l’hanno anche visto. Sono anni che ce lo dicono. Insomma che questa risurrezione sarebbe avvenuta. Ma non ci accontentiamo della notizia, vogliamo la certezza, vogliamo l’esperienza di incontrarlo per credervi, altrimenti anche noi torniamo indietro, come questi due. Quante volte ci troviamo a tornare indietro dopo aver tenuto nel cuore tante speranze, coltivato sogni, legittimi desideri di bene e di vita! No, basta, non vogliamo tornare indietro! Ma ci sia data l’esperienza del Risorto! Eccola qui, stasera!

La risurrezione è avvenuta e il Risorto, a noi sconosciuto, è una presenza che ci affianca, ascolta discreto i nostri lamenti, si intromette, delicato, nelle nostre discussioni, osa un benevolo, affettuoso rimprovero se necessario, e fa ardere il nostro cuore. Quando capita così nella nostra famiglia, nelle nostre relazioni in cui cerchiamo insieme di comprendere e di darci luce, lì è il Risorto, lì avviene una risurrezione, lì c’è lo Spirito di Gesù, nel fare strada insieme. Gesù Risorto è la presenza che illumina la strada e rende più leggeri i nostri passi.

La sua Parola è viva, tocca il cuore, aperti ad essa e accolta con umiltà, è esperienza di risurrezione. La ascoltiamo qui ogni domenica, ritrovandoci insieme, ma possiamo farlo anche per contro nostro, familiarizzare con essa, e incontreremo il Risorto. Sentiremo il nostro cuore consolato, calmato, ardere persino, e ritrovare speranza, fiducia nella vita, solleciti all’impegno, consapevoli che nulla è perduto a fronte dei nostri insuccessi. Ogni volta che noi ci disponiamo all’ascolto sincero, il Risorto ci parla anche solo per dirci “pace a voi”. Ne abbiamo bisogno.

Facciamo esperienza di risurrezione quando prendiamo la confidenza di dirgli, come hanno fatto i viandanti, “Dai! Resta con noi che si fa sera”. Invito che va oltre un indicazione di orario, poiché la sera, la notte, il buio, sono sempre in agguato se ci stacchiamo da Lui, e lo lasciamo andare. Incontrare davvero il Risorto è Lui a tavola con noi, noi a tavola con Lui, e nell’essere noi davanti a quel gesto, a quel pane che viene benedetto, spezzato, offerto. Lì, si aprono i nostri occhi alla fede e lo riconosciamo. E’ l’Eucaristia, miei cari, l’esperienza di Gesù Risorto che ha vinto la morte. Ed è vivente in mezzo a noi.

Non è finita l’esperienza. A questo punto il tornare indietro dei due che stavano lasciando Gerusalemme non è il rifugiarsi nel passato, ma è un tornare indietro che è un andare avanti, anzi un correre avanti. Infatti di corsa sono tornati a Gerusalemme dagli apostoli, dal cuore della Comunità dei discepoli e lì hanno avuto la conferma che la notizia era vera e che pure essi avevano incontrato il Risorto. E’ nella Comunità cristiana, dove condividiamo, mettiamo insieme la nostra ricerca e la nostra esperienze di Gesù e ci aiutiamo a leggerle, che abbiamo conferma che non ci inganniamo.

Miei cari, in queste sere, invitati, ci siamo accomodati alla Cena di Gesù, siamo stati abbracciati alla Sua Croce; questa notte, ammirati per le prodigiose opere di Dio fino alla risurrezione del Figlio. Adesso ci sentiamo amati, affiancati da Gesù Risorto che cammina con noi. Egli si solleva dalle nostre angustie, da calore al cuore, ci consente di vivere, di correre, di gioire, di offrire pace e dare speranza al mondo. Gesù è vivo, è risorto! Alleluia!

 

 


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