sabato 21 gennaio 2023

 BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia

3° Domenica A – 22/01/2023

Matteo 4,12-23

Un equivoco da chiarire, un incontro da accogliere, una risposta pronta da dare. Ecco dalla Parola di oggi.

Un equivoco da chiarire, innanzitutto, davanti alla pagina ascoltata: l’idea che quanto qui viene narrato riguardi soltanto alcuni, e in special modo quelli che sono chiamati ad essere come gli apostoli, dei san Francesco o Madre Teresa, o simili che lasciano “subito” tutto, “reti, barca, padre, madre” e vanno dietro a Gesù. La bella notizia, invece, è che tutti Dio ama e chiama, secondo un progetto personalizzato.

Nella nostra esperienza sentirci chiamati per nome quando ci troviamo in una situazione difficile ci dà coraggio.  Quando ci sentiamo soli e inadeguati, vorremmo sentire pronunciare il nostro nome, desideriamo essere riconosciuti. E quella parola diventa luce, ci accende il cuore; detta con amore, percepiamo l’affetto, la fiducia di chi ce la rivolge.

Così Dio raggiunge ogni uomo nella sua “Galilea”, come a dire nella nostra confusione,  nelle situazioni di oscurità e incertezza in cui siamo.  Ed è lì che  Gesù chiama per nome… lungo questo mare, in cui possiamo sempre sprofondare, senza prendere nulla, dopo tanta fatica, tanta notte, intrappolati nelle nostre reti.

Gesù chiama ad un incontro da accogliere. Ci raggiunge nella nostra esistenza quotidiana, dove gettiamo e tiriamo le nostre reti, le nostre fatiche, le nostre speranze.  Lì ci vede, ci guarda, ci chiama. E il suo è uno sguardo non di commiserazione, “poveretti come state tribolando per niente”, ma di simpatia, di apprezzamento per il nostro lavoro, di fiducia.  A volte ci diciamo: chissà se il Signore vede, se al Signore interessa quello che sto facendo per i miei, per lui! Gesù, che viene in cerca di noi, ci dona un incontro che ci fa alzare il capo dalle nostre fatiche o ci aiuta rimanervi con gioia, realizzando le parole della prima lettura “hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia”.

Un incontro che porta ad una risposta da dare; una risposta che richiede coraggio, amore, incoscienza d’amore. Come si fa a lasciare e seguire il Signore? Quand’è, piuttosto, che uno lascia la casa, la vita di prima, le vecchie consuetudini? Quando ha trovato il suo amore! Il vero distacco non è quando si lascia, ma quando si incontra o quando si trova, o si capisce che si è trovati! Si è trovati per un  un investimento sicuro di quello che siamo. Il Signore, infatti,  non ha alcuna intenzione di distruggere quello che ha creato. A coloro che saranno i suoi  discepoli, Gesù propone di diventare ‘pescatori di uomini’, come a dire che pescatori sono e pescatori resteranno. Gesù non vuole affatto snaturarli. Propone loro di mettere a disposizione del Regno quello che già sono, affinché la loro identità abbia pienezza di vita. Dio non vuole toglierci proprio niente! Lasciandoci incontrare da Gesù si comincerà a vivere in modo nuovo la vita di sempre. E sarà la beatitudine che domenica prossima ci sorprenderà.

 

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