lunedì 13 novembre 2023

 BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia

32° Domenica A – 12/11/2023

Sapienza 6,12-16    - 1Tessalonicesi 4,13-18     - Matteo 25,1-13

Andar per cimiteri! L’abbiamo fatto nei giorni scorsi e molti lo fanno ancora in queste settimane; è un gesto di pietà e di affetto che ci fa sentire più vicini i nostri cari che sono morti. Ricordo e nostalgia non mancano di abitare i nostri pensieri e il nostro cuore, un desiderio e una speranza se siamo confortati dalla fede.

Quest’oggi la buona notizia sta proprio in questo: “Se crediamo che Gesù è morto e risorto, così anche Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui coloro che sono morti”, ci riunirà ai nostri cari! La venuta del Signore, sempre secondo le parole di Paolo, e annunciata nella parabola evangelica delle 10 ragazzi che escono per andare incontro allo sposo, per partecipare ad una festa di nozze, è confermata dal fatto che Gesù è risorto, è il vivente, e ci sorprenderà. Come ci troverà? Più volte Gesù stesso ha parlato della necessità di vegliare, di fare bene il nostro dovere, di svolgere il compito che con fiducia e generosità ci è stato affidato da chi ci ha voluto nel tempo di questa vita terrena, vita che non avrà mai fine, anche se l’esperienza della morte vorrebbe farci pensare il contrario.

Quanto è promesso dalla Parola di Dio e quanto è atteso dal nostro cuore sarebbe un inganno crudele, un’illusione amara assai, se non intervenisse quella che la prima lettura chiama la Sapienza. Essa è il progetto di Dio, il suo disegno d’amore per le creature tutte che si è manifestato nel Figlio Suo mandato tra noi; è la Sua volontà che tutti abbiano pienezza di vita. Essa, splendida, appunto ricca di vita, non sfiorisce mai, previene ogni nostro desiderio di vita, e con quella bella immagine di essere seduta alla nostra porta, si lascia trovare; e attende, con discrezione, di essere fatta entrare nella nostra casa, nella nostra vita. Essa stessa va in cerca, va incontro a quelli che la cercano, assicura ogni benevolenza che ha appunto nella risurrezione il segno e il frutto più grande.

Perché contare su questa sapienza che è l’agire benevolo di Dio? Perché nel nostro muoverci incontro a Lui non mancano i momenti di stanchezza, di sonno; momenti dell’esistenza in cui sprovveduti o superficiali possiamo essere distolti dal venire di Dio con le sue più belle intenzioni, e doni, ed essere colti impreparati. Quando questo succede, qual rimedio possiamo sperare? E perché non succeda quale sapienza, nostra stavolta, dobbiamo mettere in atto? Beh, il rimedio è contare sulla misericordia di Dio. Sta in quel grido, meglio, in quella voce : “Ecco lo sposo. Andategli incontro”. E’ voce che non solo grida e ci sveglia di soprassalto. Ma  voce che, amorevole, sa essere delicata. Un bellissima sveglia, non traumatica! Poi, anche se “la porta viene chiusa”, e questa cosa ci deprime, quella raccomandazione a vegliare ci lascia nella speranza che non sarà per sempre, e che anche per noi si riaprirà.

La parabola di Gesù ci annuncia misericordia e ci mette in guardia dalla stoltezza che trascura l’olio per le lampade che illuminano la notte inevitabile. Ed è inevitabile addormentarsi tutti. Prendiamoci cura piuttosto di essere lampada, luce per il mondo, non nascosta ma posta in modo che faccia luce a tutti quelli che sono nella casa, dirà Gesù; una luce alimentata dall’olio della carità, come quello del buon samaritano versato sulle ferite di un malcapitato. Olio in piccoli vasi, significa piccoli atti d’amore che mai vengano a mancare. Quando la notte verrà, e soprattutto quando verrà lo sposo, il Signore, Egli ci farà entrare nella sua e nostra festa. “Saremo sempre con Lui”.

 

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