lunedì 4 marzo 2024

 BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia

3° Domenica B – 03.03.2024

Esodo 20,1-17  -   1 Cor 1,22-25   -  Giovanni  2,13-25

Nel deserto o sul monte, in pubblico, al tempio, o in privato, domenica ci sarà l’incontro intimo con Nicodemo, ci accompagna Dio con la Sua parola. Lassù sul monte, nell’evento della trasfigurazione di Gesù, ci ha detto: “Questi è il Figlio mio, l’amato. Ascoltatelo”. Ed ecco, oggi, ci è data la Parola del Signore, a guidarci, a sorprenderci, a correggerci, se necessario.

Innanzitutto, nella prima lettura, è una Parola buona, saggia, illuminante, perché Dio vuole il bene, il meglio, la vita vera, la libertà, per i suoi figli. Ciò che motiva questa volontà di Dio è quanto Egli dice di sé e ciò che opera: “Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d'Egitto, dalla condizione servile”. Dio vuole portarci fuori dalla schiavitù in cui ci troviamo, qualunque essa sia, dalla condizione pesante che porta a lamentarci, a volte ci fa maledire la stessa esistenza. Vuole indicarci la strada nel deserto dell’esistenza, e della felicità, con le dieci parole che conosciamo come i 10 Comandamenti, riassunto della Legge. Sono l’offerta di una Parola, buona , saggia, illuminante. Questa premura di Dio è indicazione bella anche per noi che possiamo aiutarci a ad andare avanti non tanto ricordandoci di obblighi e doveri che pur restano, ma con parole, appunto, buone, sagge, illuminate. A queste il nostro ascolto, a quella di Gesù e a quella di chi ci vuol bene. La gratitudine accogliente è la nostra risposta.

Chi ci vuole bene, in primis il Signore, ci rivolge anche una Parola “scandalosa”, cioè una parola che ci fa difficoltà, tanta, ci induce a rallentare il passo, ci fa inciampare, ci tenta nel cambiare direzione. E’ la Parola che, con decisione e chiarezza, a noi, comunque, mai comprensibile, indica la croce, la via che conduce ad essa. Dice Paolo nelle seconda lettura: noi “annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei, per credenti in Dio, e stoltezza per i pagani, per i non credenti”. Non temiamo la Parola della croce! Nella via della vita non depenniamo un amore, e questa è la croce, che appare stolto agli occhi del mondo, non segue la logica mondana, ed è debole di fronte alla cattiveria, all’arroganza di chi lo contrasta. Siamo disposti ad ascoltare le dieci parole, ma andiamo avanti, se ci fidiamo della sapienza e potenza di Dio, che è Cristo Gesù, Gesù crocifisso per amore. Dopo la gratitudine per tante parole buone e sagge, la fede per quelle difficili.

Dio sa dire anche parole forti, tremende, per il bene nostro, che è riconoscere, onorare, adorare, e accogliere con sincerità il Suo amore, quanto egli fa per noi, per liberarci dalla condizione servile come ha fatto con il Suo popolo. Ed ecco la Parola forte, violenta, di Gesù che arrabbiato, denuncia il “mercato” che sta avvenendo nel Tempio, casa di Dio, in cui Egli deve essere onorato e adorato. Sappiamo che il tempio d Dio non sono le mura dell’edificio, ma l’essere umano, lo è ogni uomo e ogni donna, e lì “mercanteggiamo”, vendiamo e compriamo, lontani dalla logica di Dio facciamo i nostri interessi. Quando il nostro cuore è abituato a questo, abbiamo bisogno che ci sia gridata una Parola che ci rovescia e rovina l’esistenza. Il richiamo, il rimprovero, anche nelle nostre relazioni familiari, possono essere una parola buona, saggia e illuminate, certo non compreso o contestata, ma salutare. Falso buonismo, compromessi, adeguamento alla mentalità del mondo, non ci fanno camminare nella via della conversione al seguito di Gesù.

Che il Signore ci doni ascoltare la Parola di cui abbiamo bisogno!

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